Perché lo stupro fa rabbia solo se è compiuto da stranieri?

Fissa nella mia mente l’immagine delle fiaccolate nei cartoni animati della Disney (la Bella e la Bestia – Quasimodo), fa riemergere il ricordo della caccia al mostro… alla bestia, per esorcizzare il timore di avere la Bestia all’interno di sé.
Con questi sentimenti di infinita pena per l’umanità, costretta a combattere eternamente il male che alberga nella propria coscienza, io vivo la notizia delle fiaccolate a Guidonia (o a Quartaccio).
Le avrei accettate se fossero state a supporto della vittima, purtroppo sono fiaccolate “contro”.
Come le fiaccolate contro i presunti omicidi di una madre e di suo figlio prima che si scoprissero i veri assassini (Erica e Omar); come quelle contro i presunti macellai di Erba prima che si scoprisse che i colpevoli erano solo i vicini di casa.
La avrei accettate addirittura se fossero state contro tutti gli stupratori, senza distinzione di etnia, o di razza, ma non è stato così.
Dove erano costoro che sfilano pieni di odio e di pregiudizio quando era il tempo di organizzare altre fiaccolate?
Perché non è stata organizzata una fiaccolata per questo? per questo? per questo? o per questo? E potrei continuare all’infinito…
Perché si organizzano fiaccolate solo se è coinvolto uno straniero?
Qual è il messaggio?
La donna italiana è un oggetto di proprietà. Gli italiani possono violentarla e gli stranieri no? La donna italiana appartiene agli italiani?
Cosa succede quando è un bravo ragazzo di buona famiglia a violentare una ragazza italiana?
Ve lo descrivo subito.
Innanzitutto è colpa della ragazza. E’ lei che lo ha provocato. L’avvocato difensore spulcia nella vita della ragazza per convincere la giuria che le i è una poco di buono… una ragazza dai facili costumi… una che la dà a tutti! Poi si passa ad analizzare l’abbigliamento. E se la minigonna è una colpa grave… perché gli ormoni degli italiani sono ormoni e vanno assecondati, i jeans, addirittura, dimostrano che la ragazza era consenziente! Nessuno potrebbe violentarla se indossa i jeans!
Ma il violentatore per farla franca e, per evitare la fiaccolata con finalità da linciaggio, deve avere il pedigree da italiano!
Se pensate che io esageri, vi passo un po’ di dati Qui Qui Qui
Non riesco più a capire questo paese: razzista, xenofobo, misogino, retrogrado… umanamente invivibile!
(la vignetta è del mitico Mauro Biani)
Ps – ci vuole fortuna pure nella violenza: una donna violentata da un italiano è una puttana; violentata da uno straniero è un’eroina 😉
PPs – questo è sentimento di indifferenza?

Ma se lo stupro fa rabbia solo quando è fatto da «stranieri», forse entriamo in un diverso campo, in cui diventa simbolo (fortissimo, ma pur sempre simbolo) di mancanza di sicurezza, di degrado dell’ambiente, e di una guerra per il controllo del territorio. Insomma, lo stupro indigna quando si carica di una battaglia più ampia di quella della difesa delle donne. Una battaglia in cui, paradossalmente, le donne si trovano di nuovo «oggetto», in quanto proprietà collettiva di un gruppo contro un altro. Una versione dello scontro globale che ritorna a livello tribale. Per chi avesse perso memoria, ricordo che anche nella ex Jugoslavia, una guerra che è stata il massimo dello scontro tribal-identitario, lo stupro femminile è stato usato come «sfregio» di un’etnia contro l’altra. Lo stupro come simbolo di Lucia Annunziata

4 commenti su “Perché lo stupro fa rabbia solo se è compiuto da stranieri?

  1. bruno 10

    non sono domande di poco conto quelle che lei pone,e forse non hanno neppure una risposta logica,credo che l'unica risposta possibile non sia con le fiaccolate CONTRO o PER ma con l'educazione al rispetto di donne e uomini ai nostri figli dentro le nostre famiglie

  2. NewFractals

    Tisibe, il tuo blog mi piace sempre di più (forse lo avrai capito dalla quantità di commenti che sto lasciando)!
    Con questo tuo articolo mi hai fatto pensare a una dei protagonisti di un libro che sto traducendo nel mio blog, Mala, una quattordicenne indiana. Al tentativo di stupro che subisce (reso ancora peggiore dal fatto che è da parte di qualcuno che potrebbe rovinarle la vita) e da cui si difende, le risposte colpevolizzano in vari modi lei: il suo datore di lavoro l'accusa di essere rimasta apposta da sola con lo stupratore, la madre… Uhm, non posso andare nel dettaglio, o farei troppi spoiler. Se ti interessa, la mia traduzione (ancora in corso) si trova qui: http://www.newfractals.net/traduzioni/for-the-win
    Il romanzo, scritto da Cory Doctorow, parla di diversi ragazzi, in giro per il mondo, che riscoprono il significato dei sindacati venendo sfruttati come gold-farmer per far guadagnare ai loro capi denaro vero tramite i giochi on-line (il libro è ambientato in un futuro prossimo, ma questo genere di sfruttamento già esiste).

    1. Tisbe Autore del post

      Grazie! Anche il tuo libro mi sta trascinando nei pensieri… proprio di recente ho visto il film Magdalene … Sì, interessante, ci faccio volentieri un salto 🙂 A presto

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