Sarah Scazzi, non dimentichiamola domani…

Fino all’ultimo non avrei voluto scrivere di questo episodio così devastante per la coscienza collettiva. Eppure gli elementi per capire che la scomparsa di Sarah avesse a che fare con l’ambiente familiare sono comparsi quasi subito. Mi hanno impressionato molto le riflessioni di un esperto riguardo le prime reazioni del pubblico e dei media di fronte alla scomparsa di Sarah. Il sottolineare la voglia di crescere e di trasgredire della minorenne, la possibilità che fosse fuggita con qualcuno conosciuto in internet. La voglia di dipingere la vittima come colpevole e di condannarla prematuramente. Atteggiamento che si è ribaltato quando si è scoperto la verità. Improvvisamente Sarah, da adescatrice facebuchiana, è diventata un “angelo”. Il popolo agisce di pancia.

La mia visione del fatto, invece, mette sotto accusa il pilastro stesso della società. L’omicidio di Sarah da parte di un suo parente/conoscente accende i riflettori su una realtà di cui si vuole tacere e di cui si è taciuto per secoli. Uso questa storia solo perché ha avuto un grande impatto mediatico, ma di Sarah, è piena l’Italia ed è pieno il mondo. Il femminicidio, perché è così che si chiama l’omicidio di genere, viene commesso, dati statistici alla mano, in famiglia. A uccidere sono i padri, i mariti, i conviventi, i fidanzati, i fratelli e gli “ex”. Stesso discorso per molestie e violenze sessuali. La donna non deve temere lo sconosciuto, ma chi gli vive al fianco. E se per le donne l’ambiente più pericoloso è la “famiglia”, vergognosamente idealizzata e assurta a simbolo di perfezione divina sulla terra, per i giovani fanciulli il pericolo è un’altra istituzione intoccabile: la Chiesa. Chi riesce a sfuggire alle attenzioni morbose dei familiari, spesso viene adescato nelle parrocchie dagli ormai celebri “preti pedofili”. I danni, a questi esseri indifesi, qualora non sia sopraggiunta la morte, sono devastanti.

Personalmente non ho alcuna intenzione di generalizzare, guardandomi bene dal fare come tutti i bei pensanti italiani, che si danno alle fiaccolate per respingere gli stranieri appena si sente l’odore di un loro probabile coinvolgimento in un crimine. Per questo voglio ancora dare fiducia all’istituzione familiare e ai preti, anche se sogno una società comunista dove a qualsiasi figlio dell’uomo vengano concesse tutte le opportunità, senza il controllo e i vincoli parentali. Tengo, però, a dire una cosa che ho notato forte anche nella mia famiglia. Tengo a sottolineare il vero flagello della famiglia, l’omertà sintetizzata nell’espressione popolare: “i panni sporchi si lavano in famiglia”.

Spero che la morte di Sarah non serva soltanto ad invocare pena di morte e chissà quali sofferenze per il colpevole, scaricando su di un singolo mostruosità che appartengono, e sono sapientemente coltivate dalla collettività. Spero che la morte di Sarah serva a riflettere sulla famiglia e sul suo potenziale negativo, sulla necessità di controlli all’interno di essa e sul bisogno di squarciare per sempre il muro dell’omertà.

Non dimentichiamola domani… perché, oggi, mentre io scrivo, mentre voi leggete, ci sono milioni di Sarah che stanno subendo un abuso (di qualsiasi natura) all’interno della famiglia. Non dimentichiamola domani…

Dal blog di Lameduck una riflessione che condivido: A chi non ti ha difesa

8 commenti su “Sarah Scazzi, non dimentichiamola domani…

  1. alberto

    "Spero che la morte di Sarah non serva soltanto ad invocare pena di morte e chissà quali sofferenze per il colpevole"
    Purtroppo penso che sarà proprio così. Niente cambierà. E non è solo una questione italiana.

    1. Tisbe Autore del post

      Caro Alberto, sarà proprio così, perché è troppo comodo vedere la mostruosità nell'altro, trovare il colpevole senza dover indagare nei malfunzionamenti della collettività e delle sue "sacre" istituzioni". Il capro espiatorio è servito! Per carità, io ho orrore delle persone come lo zio di Sarah, ma mi chiedo, come sia stato possibile arrivare a tanto? Non credo che la sua follia o il suo disagio si sia manifestato in un raptus. Inoltre mi pare di aver capito che anche il carnefice sia stato vittima di violenza (non meglio specificata) da parte di suo padre. Vogliamo andare oltre la "pena di morte"? Perché non è la soluzione! Si eliminerebbe il sintomo, e non la causa.

  2. bea

    associandomi al dolore di tutti vorrei mi venisse concesso di esprimere un concetto:la pena di morte non è insita nel sistema democratico poichè se, come è vera la locuzione che errare è umano , non sia reversibile l'azione di aver ucciso eventualmente un innocente ergo certezza di pena senza misure alternative per lunghi anni onde far prendere visione del proprio errore terribile al colpevole anche nei confronti della propria vita.Per quanto riguarda il tremendo episodio io sono combattuta da un dubbio contadino che la mia origine mi instilla:come sia possibile che volendo mettere qualcuno in un pozzo appartenuto al padre , l'assassino (che praticamente viveva in campagna tutto il giorno )sia dovuto ricorrere al segnale di foglie e zolle per ritrovarlo dopo che sapeva benissimo dove fosse quando pensò di usarlo?altro dubbio :e se tanta violenza fosse dettata da gelosia della (non per)la ragazza ?grazie ciao dolce Sara da una mamma del nord un giorno ti ritroveremo

    1. Tisbe Autore del post

      Sui dettagli lascerei agli inquirenti l'onere di risolvere. E' chiaro che la pena di morte non risolve nulla, né per la vittima, né per il carnefice. Sarebbe utile riuscire a prevenire episodi del genere educando a non mettere la famiglia sul piedistallo, né la Chiesa… ovvio…

    1. Tisbe Autore del post

      Cara Franca, come darti torto, purtroppo si tende a minimizzare l'effetto delle violenze psicologiche. Grazie per il commento

  3. MICHELA

    Ciao volevo anticipare che io non capisco molto di pc blog ecc ma ho cercato stasera un qualcuno che potesse ascoltarmi riguardo il caso di Sara. Io stasera sono arrivata al culmine della sopportazione!!! Perche? L'indegno misseri che sta facendo il divo in tv e stasera A MATRIX era li bello bello che dopo aver buttato una bambina in un pozzo e dice di averla uccisa le televisione lo chiamano i giornali ne parlano. SONO SCHIFATAAAAAAAAAAA MA PERCHE' NON FERMANO QUESTO SCHIFO DI REALITY SHOW SULLE SPALLE DI SARAH? PERCHE'? MANNAGGIA MI FA TROPPO ARRABBIARE QUESTE TELEVISIONE ANCORE PIU' INDEGNE CHE LO INVITANO PER FAR ODIENS! SCUSA LO SFOGO MA NON SI PUO' PIU' ASSISTERE A TUTTO CIO' CIAO GRAZIE PER AVERMI ASCOLTATA MICHELA

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