Contestualizzare, e Monsignor Fisichella scivola sul relativismo

La Chiesa, nel corso della sua “breve” storia non ha mai brillato per coerenza. Ci sono dei momenti in cui i suoi rappresentanti riescono nella difficile operazione di superare se stessi.

Un esempio ci è dato dai recenti fatti intorno alla bestemmia di Berlusconi. Ho fatto un po’ di ricerche per testare gli umori della rete e mi sono resa conto che le reazioni e le indignazioni ci sono state, ma non hanno centrato il bersaglio. Ecco l’antefatto: il nostro beneamato premier si lascia andare in una battuta sulla presunta bruttezza fisica della Bindi e conclude il tutto con una bestemmia. Il fatto solleva un polverone di polemiche. La comunità cattolica aspetta invano la condanna da parte dei vertici della Chiesa, ma viene delusa dalle dichiarazioni di Monsignor Fisichella che giustifica Berlusconi adducendo la necessità di “contestualizzare” l’evento. Intorno a questa affermazione sorgono interrogativi e precise accuse.

C’è chi battezza il “lodo Fisichella”, chi ci vede una riforma radicale dei “dieci comandamenti”, io leggo l’evento come qualcosa di molto più grave. Si tratta di una pericolosa incoerenza della Chiesa cattolica, sicuramente tra quelle più gravi commesse negli ultimi decenni.

Nella sua recente visita a Londra il Papa ha denunciato: “Un relativismo intellettuale e morale minaccia di fiaccare i fondamenti stessi della nostra società”. Ed è risaputo che Ratzinger vede nel relativismo il nemico numero uno del cattolicesimo, e soprattutto non dimentica di decantare le lodi dell’assolutismo.

Ritornando alla contestualizzazione di Fisichella, scomodo il vocabolario Treccani per cercare il significato da attribuire alla sua affermazione. Contestualizzare significa mantenere nel contesto originario, ma cos’è il contesto? Ed ecco le risposta precisa: Complesso di circostanze o di fatti che costituiscono e caratterizzano una determinata situazione, nella quale un singolo avvenimento si colloca e deve essere ricondotto per poterlo intendere, valutare o giudicare.

In altre parole “contestualizzare” significa “relativizzare” un episodio e di conseguenza delegittimare il continuo ricorso all’assolutismo.

La Chiesa cattolica farebbe bene a trovare un accordo ai suoi vertici e stabilire se proseguire sulla strada dell’assolutismo oppure piegarsi all’evidenza del relativismo. Non può usarli entrambi solo quando fa comodo. Capisco che la maggioranza dei cattolici sia credulona, ma questo è davvero troppo!

La prossima volta che il Papa tuonerà contro il relativismo gli ricorderò la scivolata di Fisichella che, pur di difendere il potente di turno, ha rinnegato il credo cattolico.

(La vignetta è tratta dal blog di Alberto Cane trovata via  cronache laiche)

12 commenti su “Contestualizzare, e Monsignor Fisichella scivola sul relativismo

  1. Daniele

    La cosa, in sè, per me fa parte della ormai infinita serie di porcate fatte da questo uomo che si crede il migliore di tutti.
    L'ipocrisia della Chiesa e di moltissimi dei suoi seguaci (nonchè elettori) è Storia.
    Quindi non mi stupisco.
    Il potere temporale è molto più forte di quello spirituale e Fisichella ne è un grande interprete.

    1. Tisbe Autore del post

      Caro Daniele, è proprio l'impossibilità a stupirsi che mostra la gravità della situazione attuale! Non mi meraviglio di nulla oramai, ma non mi arrendo e non mi adeguo a questo stato di cose…

  2. Roberto Vai

    Secondo me, Fisichella non fa che esplicitare l'essenza stessa della Chiesa.
    Che è poi la medesima essenza presente in ogni religione.
    Questa essenza è il materialismo! Le religioni sono fondate sul materialismo.

    Chi brama Dio, cade in un rovinoso equivoco credendo nella spiritualità della Chiesa. Essa è infatti massimamente materialista…
    Materialista è infatti chi pretende di conoscere la Verità. Non importa se questa verità sia poi la materia piuttosto che un super ente.
    Ogni religione pretende di afferrare la Trascendenza, e la trascina nell’immanenza… ma così facendo la perde inevitabilmente.
    Ogni religione pretende di conoscere la verità e la offre come rimedio per lenire l’angoscia esistenziale. Ma il credere in una verità oggettiva non è fede, bensì superstizione!

    La brama di Verità va oltre qualsiasi Dio risorto, perché la fede autentica non vuole ingannarsi. Essa aspira alla Trascendenza, che non c’é. E proprio non essendoci… è il nostro Fondamento.

    1. Tisbe Autore del post

      Sì, credo anche io che rimandare alla trascendenza sia un modo per liquidare la "spiritualità" in questo mondo, e me ne danno conferma molti cattolici quando alle mie domande sul loro rispetto dei comandamenti fondamentali rispondono dicendo: ma è un'altra cosa… sì, un altro mondo! Troppo comodo il compromesso cattolico

  3. wiBlog

    Sinceramente non sono sorpreso, la Chiesa è coerente con la sua incoerenza. Senza andare troppo indietro, mi viene in mente la comunione concessa al divorziato Berlusconi. Guarda caso il "raccomandato" è sempre lo stesso, e non solo, anche qui c'entra ancora l'Arcivescovo Fisichella: "Il presidente Berlusconi essendosi separato dalla seconda moglie, la signora Veronica, con la quale era sposato civilmente, è tornato ad una situazione, diciamo così, ex ante."

  4. saverio

    Ciò che davvero è impressionante non sono le azioni della chiesa, ma il fatto che ancora oggi c'è gente che "crede per davvero" a questa banda di personaggi, che ancora gli attribuisce (ma per davvero!) una superiore qualità "morale"…Non so se ridere o piangere…

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