Per tutte le Sarah del mondo, anche quelle sopravvissute

Nell’omicidio di Sarah, si è arrivato, in queste ore, alla verità più terribile. La nostra società ha gli anticorpi adatti per superare anche questo orrendo delitto consumato in seno all’istituzione familiare. Gli autori del delitto saranno additati a mostri, sarà invocata la pena di morte o il carcere duro e tutto finirà a “taralluzzi e vino”. Non si penserà affatto a prevenire questo genere di crimine, non si penserà affatto a quei milioni di Sarah che non sono finite sul tavolo dell’obitorio per puro caso, o per puro gioco delle circostanze.

Io vorrei che per una volta la morte di un’innocente servisse ad aiutare gli altri. Per Sarah non c’è più nulla da fare, pensiamo a tutte le ragazzine o i ragazzini molestati da persone di cui si fidavano (non necessariamente familiari). Questo esercito di muti “morti viventi” conduce una vita non vita, e non saranno mai risarciti.

Cosa succede a chi ha subito molestie o violenza in età fanciullesca o adolescenziale?

E’ subito detto: depressione, attacchi di panico, pensiero costante di suicidio e tanto altro… e senza la comprensione di nessuno. In totale solitudine, perché questa società è in grado di organizzare il family day, oppure le fiaccole contro gli stranieri, ma non è in grado di proteggere un innocente dall’istituzione famiglia.

Io vorrei che oggi, ci fosse posto sui media, per tutte quelle Sarah che non sono finite sul tavolo dell’obitorio.

♦ Circa la metà delle donne in età 14-65, (10 milioni e mezzo pari al 51,8%) hanno subito almeno una molestia o un ricatto a sfondo sessuale nell’arco della loro vita.

♥ l’immagine è tratta dal blog Libere tutte

♣ Perché lo stupro fa rabbia solo se compiuto da stranieri?

15 commenti su “Per tutte le Sarah del mondo, anche quelle sopravvissute

  1. wiBlog

    Povera Sarah 🙁

    Ho pensato molto a quello che hai scritto nell'altro post, mi hai fatto riflettere su questo problema e per questo che non posso non condividere il tuo appello. Hai ragione, c'è un potenziale pericolo nella famiglia dovuto proprio alla sua natura di società chiusa.

    1. Tisbe Autore del post

      Grazie Giuseppe. Tutti hanno paura di mettere sotto accusa la famiglia perché temono di scardinare dalla fondamenta la struttura stessa della società. Delle povere vittime non importa niente a nessuno! Diciamolo chiaramente. Se Sarah non fosse morta avrebbe vissuto malissimo, ma nessuno l'avrebbe aiutata e nel corso dell'esistenza avrebbe incontrato tanti "lupi cattivi" travestiti da amici!

  2. annalisa scardigli

    Quando successe il massacro del Circeo, vivevo ancora a Roma, e a noi ragazze fece un'impressione stravolgente io sono stata mesi, con l'orrore addosso, chi è sopravvissuta allora è morta lentamente negli anni a venire…..

    1. Tisbe Autore del post

      Chi è sopravvissuta è morta lentamente nell'oblio totale e nel disinteresse di tutti, e al mostro del Circeo, politicamente di estrema destra è stato servito sul vassoio di argento l'opportunità di uccidere ancora e lo ha fatto!

  3. Archimede

    La nostra società, si basa sulla produttività, non sulla felicità. La famiglia è il nucleo di base che meglio soddisfa tale requisito. Economica, produttiva, repressiva, coercitiva, la famiglia trova la sua base di riferimento nei fondamenti religiosi biblici, dove i maltrattamenti e gli omicidi di infanti sono prassi consolidata della volontà divina sacra e indiscutibile. Perchè gli stupri indignano solo se operati da stranieri? Oh corbezzoli, perchè non è l'atto stupro ad indignare, ma l'atto del possesso dell'oggetto considerato proprio (la donna), da parte di un intruso (lo straniero). Anche qui, se si leggono bibbie e corani, si vede come lo stupro non è considerato nè reato nè peccato, ma legittimo gesto di conquista del vincitore ( per esempio di una battaglia). Dello stupro in sè, in realtà, frega ben poco alla massa.

    1. Tisbe Autore del post

      La tua risposta mi ha scioccato. Già la conoscevo, ma vederla nero su bianco fa un male, ma un male… ed è senza redenzione.

  4. Yaila

    Il problema è che, anche quando non finisci sul tavolo di un obitorio, una parte (una buona parte) della tua anima comunque è morta… Per sempre, anche se il tuo corpo continua a vivere; e anche se provi a metterci passione nelle "cose della vita" a volte il tuo vissuto non ti fa più gioire pienamente della vita. Ed è ancor peggio quando qualcuno che fa parte integrante della tua famiglia ti dice "Se è successo è stata colpa tua perché sei tu che hai provocato una reazione simile". Anche questo uccide dentro. Per sempre. Anche quando il corpo continua a respirare.

  5. Gaetano Barbella

    Cara Tisbe,
    questa mattina, pochi minuti fa, ho acceso il computer e, come di consueto, ho letto la posta su Virgilio Alice, ma prima ho dato uno sguardo al resto e sono stato attirato dal tuo post e naturalmente non è possibile evitare di dover vedere altre cose fra cui alcune che ricorrono tutti i giorni e che occorre vedere per spiegarsi cose come quella tua di oggi…

    Alla tua invocazione di contribuzione a ciò che rilevi di mostruoso sul conto delle donne, « Questo esercito di muti "morti viventi" conduce una vita non vita, e non saranno mai risarciti. », come ne parli, ti risponde un padre. Anche lui dice « a volte mi sento speciale, altre volte una nullità. Ho un'età indefinibile: mi sento secolare, eppure anche e soprattutto giovane. ». La differenza è che sono anziano e carico di difficoltà familiari fra mali incurabili di un figlio e altri per altri cause, non senza quella del cattivo stato economico comune a tantissime famiglie.

    La questione vista da te, come l'hai eviscerata, è isolata e appena legata ai casi di stupro e via dicendo ma non basta per trovare il bandolo della matassa causale e disporsi a dipanarla invocando il contributo dei media.
    Invece occorre allargare il quadro sulla stessa questione e renderci conto che la cosa non è semplice, e perciò non basta urlare perché si educhi la società in favore dei "morti viventi" per i quali ti batti.

    Per capire accennerò ad un fatto che oggi è accertato dalla scienza, quello dell'ecologia del sistema planetario e, naturalmente, anche quella della mente ad esserne coinvolta, giusto ad esempio il caso in questione.

    Sull'ecologia della mente ha scritto un interessante libro ("Ecologia della mente", appunto), Gregory Bateson, un considerevole scienziato, del quale quest'anno è ricorso il centenario della sua morte. Egli è stato un antropologo, sociologo, linguista e studioso di cibernetica britannico, il cui lavoro ha toccato anche molti altri campi.

    « Che cosa intendi per Ecologia della Mente? », egli si domanda per poi fornire questa risposta:
    « Beh… più o meno sono le cose di vario tipo che accadono nella nostra testa e nel nostro comportamento… e quando abbiamo a che fare con altre persone… e quando andiamo su e giù per le montagne…. e quando ci ammaliamo e poi stiamo di nuovo bene…
    Tutte queste cose si interconnettono e, di fatto, costituiscono una rete che, in un linguaggio orientale, si potrebbe chiamare Mandala. Io mi sento più a mio agio con la parola Ecologia, ma sono idee che hanno molto in comune.
    Alla radice vi è la nozione che le idee sono interdipendenti, interagiscono, che le idee vivono e muoiono. Le idee che muoiono, muoiono perché non si armonizzano con le altre. E' una sorta di intrico complicato, vivo, che lotta e che collabora, simile a quello che si trova nelle boschi di montagna, composto dagli alberi, dalle varie piante e dagli animali che vivono lì – un'ecologia, appunto. »
    Insomma l'ecologia in questione è tutta riposta in questa frase tratta dal libro suddetto: « Quale struttura connette il granchio con l’aragosta, l’orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei con l’ameba da una parte e con lo schizofrenico dall’altra? ».

    Detto questo non è difficile capire che tutte le questioni dell'"esercito dei morti viventi" che ci stanno a cuore sono legate ad altre che ti sono sfuggite e sono invece da legare per la sana regola dell'ecologia mentale. Il mostro che ha stuprato e ucciso barbaramente Sarah è uno dei tanti colpiti da un'aria letale che tira in quest'epoca.

    Il giornale online http://www.virgilio.it/ di oggi, Brescia, domenica 17 ottobre 2010, ha riportato fra l'altro queste cose che io porto a campione (cose da poco è c'è di peggio):

    Psiche e lingerie: hot, ingenua o… Scegli il colore e scopri chi sei
    * Foto: pizzi e piume per l'intimo d'autunno
    Giarrettiere e collant: la seduzione in video

    Come si può capire viviamo in una società simile ad un mostro che si ingoia la coda, ovvero sé stesso.

    Ciao,
    Gaetano Barbella

    1. Tisbe Autore del post

      Grazie Gaetano per il tuo commento. Non avevo mai sentito parlare di ecologia della mente, ci rifletterò e farò delle ricerche. Riguardo l'educare la società, concordo con te. Grazie ancora per il tuo contributo.

  6. ermahico

    Qualcuno ha usato la libertà d'espressione per innescare il virus della legittimazione della cattiveria.
    e il mondo adesso è pieno di tante mine vaganti.

  7. Pier G.

    Xche' non s' indaga sui meccanismi che provocano questi e altri fatti ?!?__'Sono solo problemi di educazione sessuale ??

    1. Tisbe Autore del post

      Non credo siano solo problemi di educazione sessuale, è tutta la struttura sociale che causa questi fenomeni, e sul banco degli imputati ci metto la "famiglia" perché è dentro quelle quattro mura che, quando va bene, c'è un'educazione sbagliata e antindividualista. Come ha giustamente sottolineato Archimede, in un commento precedente, la famiglia è economica, produttiva, repressiva, coercitiva. Anche quando si trattano bene i propri figli li si considera "proprietà" privata. Dovranno obbedire, o seguire le orme paterne, oppure realizzare i sogni mancati dei genitori… questo sempre nella migliore delle ipotesi. La famiglia crea schiavi, non cittadini liberi!

  8. paolina

    Sembra che Sarah sia morta per un gioco brutale tra cugine. Non so cosa dire. E' facile morire, a volte si può morire anche per un motivo banale come quando ci si dimentica di far revisionare la caldaia a gas, che cessa improvvisamente di funzionare in modo sicuro. Qui la vittima della famiglia, caso raro, è un uomo, un brav'uomo lavoratore e tutto dedito alla famiglia. Viittima della retorica familiare, si era accollato il peso di andare in galera a posto della figlia Sabrina. Ma poi è avvenuto un processo di maturazione psicologica. Questo processo è iniziato con la punizione verso se stesso quando si è accusato dell'odioso atto di villipendio del cadavere di Sarah, mai avvenuto, poi la liberazione, la presa di coscienza dell'assurdita di accollarsi le altrui colpe. Perché non avere una parola di approvazione e di solidarietà per questa brava persona? La famiglia sapeva eppure tutti in coro hanno gridato: dagli al mostro. Una situazione questa che supera ferfino l'immaginazione pirandelliana. Bravo Michele, hai tutta la mia simpatia e solidarietà.

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