Il leggendario Scazzamauriello

Incuriosita dalle creature fantastiche che popolavano le storie dei nostri avi ho pensato di usare la tecnologia del web e la potenza di Google per scoprire qualcosa di più intorno alla figura dell’irpino “scazzamauriello“. Con mia somma sorpresa mi sono resa conto che buona parte delle notizie riguardanti lo spiritello erano state saccheggiate dal mio precedente blog su splinder, e con mio sommo dispiacere senza alcun riferimento all’autore e senza alcun link.

Questo mi fa supporre che si linkano i grandi della comunicazione solo per timore di essere denunciati per plagio, ma non per rispetto di chi scrive e si impegna per aggiungere qualcosa di nuovo e di originale.

Dello “scazzamauriello” mi aveva sempre parlato mio padre, e noi bambini ne avevamo timore. A me è rimasta la curiosità di fare un confronto fra ciò che mi era stato raccontato e ciò che era stato raccontato ad altri bambini.

Lo Scazzamauriello è sicuramente uno spirito dotato di poteri magici. Riesce ad entrare nelle case dai buchi delle serrature. Predilige, come la janara, le ore notturne, ma diversamente da lei si appollaia sul plesso solare del malcapitato. Il dormiente, solitamente, avvertendo il peso di questo essere soprannaturale si sveglia, ma non riesce a muoversi. Lo Scazzamauriello, infatti, è capace di paralizzare la sua vittima, che è consapevole di tutto ma non riesce a muoversi. La leggenda narra che molti contadini riuscirono ad arricchirsi catturando lo scazzamauriello e riuscendo a vincere la narcosi causata dal folletto. Questo essere non ha mai gradito di essere visto dall’occhio umano, per questo se viene afferrato, pur di non rivelarsi nelle sue sembianze reali è disposto a donare tante monete d’oro. Qualcuno giura di averlo afferrato e sostiene che lo Scazzamauriello ha un corpo simile al gatto, ma secondo la leggenda egli sa trasformarsi anche in altre creature. Così un tempo i contadini giustificavano l’improvvisa ricchezza di alcuni: «ha acchiappato lo Scazzamauriello, dispettoso ma dispensatore di ricchezze».

Ignoravo che lo scazzamauriello fosse l’anima di un bambino morto prematuramente, ed ignoravo anche che “defecasse” monete d’oro. Per il resto le notizie coincidono. Se volete diventare ricchi, quindi, non vi resta che aspettare la prossima visita dello scazzamauriello, sforzarvi di catturarlo e fargli defecare tantissimi monetine. In bocca al lupo!

Altre notizie importanti sullo scazzamauriello le ho trovate nel forum “Terre di confine“:

  • MASSARIOLI

Nelle favole presenti in numerose regioni italiane, il massariòl (mazarül, mazaròl, mazzarol, massaròl, mazepegùl, mazzamurello, matharol, mazzemarjielle, mazzamuriglio, a seconda della regione), è un folletto delle campagne e dei boschi. È in grado di imitare perfettamente le voci. Si diceva che chi metteva accidentalmente un piede sopra una sua orma, non trovava più la strada di casa. Una delle sue caratteristiche è di battere sulle pietre, solitamente con un martello. Da qui, con ogni probabilità, l’origine del nome, “colui che colpisce con una mazza”. C’è chi lo associa al monaciello [vedi voce più sotto]. Secondo Benedetto Croce il termine scazzamauriello deriva da scacciamaurino (i maurini erano i monaci benedettini dell’ordine di san mauro). Altri fanno derivare il nome dallo spagnolo matamos, ammazza-mori. D’Annunzio lo chiama Mazzamurello: entità che attraversa (ammazza) le pareti (i muretti) delle case. Mazzaruollo viene per la prima volta citato in una commedia del Cinquecento.
«Così ardito, così pronto, cosi ritto, bello, bianco, con questo berrettino rosso, credo che ognuno mi conosca, e specialmente voi, bellissime donne! Io mi dichiaro di essere il Foletto che voi, altri, signori Veniliani, chiamate il Mazzaruolo» (dalla commedia Roselmina, stampata e rappresentata a Venezia, 1595).

  • MONACIELLI

I più noti folletti del Sud Italia. Sono perlopiù di natura benigna (sono perfino considerati dei portafortuna) e hanno l’aspetto di piccoli esseri incappucciati (da cui il nome, piccoli monaci). Dei monacielli fanno un’apparizione nella nuova versione del romanzo. Una delle versioni sulla nascita del mito dei monacielli: nel 1629 un ricco signore napoletano diede l’ordine di costruire un nuovo acquedotto riutilizzando i canali di tufo risalenti al IV sec. a.C. I formano la “Napoli sotterranea”, che si estende per circa 10mila mq. sotto la città. I lavoratori (“pozzari”), per difendersi dall’umidità, indossarono lunghi mantelli scuri e un elmetto. A volte, durante i lavori, erano costretti a a risalire nei cortili delle case, e capitava che, proprio da quelle case, sparissero oggetti di valore. I napoletani, accortisi dei furti, osservavano sbigottiti quegli strani esseri sbucare dal sottosuolo, avvolti da manti e con elmetti che sembravano chieriche di frati. Pare che il mito dei “monacielli” sia nato così. Secondo le leggende lucane, i monacielli sarebbero invece i bambini morti senza battesimo. Ad Atella è una piccola creatura che si siede sullo stomaco delle persone, provocando mal di pancia (vedi pesarola, cialciùt). Secondo altre fonti ancora, la leggenda si sviluppò a Napoli già nel 1578: nel “Pragmatica de locto et conduco”, raccolta di leggi che regolavano gli affitti, un articolo stabiliva che se il locatario veniva assalito da un monaciello poteva lasciare l’abitazione senza pagare l’affitto [fonte http://www.liberoricercatore.it/Tradizi … ciello.htm]. Secondo alcuni è stato esportato negli Usa dagli emigranti, e ribattezzato col nome di boogeyman (boogie man, bogeyman, boogyman, bogyman).

2 commenti su “Il leggendario Scazzamauriello

  1. Attilio Folliero

    Cara Tisbe, innanzitutto ti ringrazio per aver citato un mio articolo nel tuo blog, ripreso da Cronache laiche, che a sua volta lo aveva ripreso dal mio blog ().

    Ti sto scrivendo, però, non come politologo e internazionalista, ma come "lucerino", pugliese. Sono stato particolarmente colpito dal tuo articolo sullo "scazzamuriello" e i monacielli. Di queste figure fantastiche, me ne parlava mio nonno e mia madre da bambino. Erano figure particolarmente diffuse non solo in Irpinia, ma anche in Puglia, nel foggiano. Ovviamente Irpinia e capitanata sono così vicine che ovviamente anche le leggende sono passate da un luogo all'altro. Mia madre, da bambino, mi raccontava sempre che a suo padre (dunque mio nonno) durante la notte gli appariova "u scazzamurill", seduto su una sedia a lato del letto dove dormiva e rideva di lui e poi gli diceva che se gli riusciva a togliere il berretto lo avrebbe fatto ricco (mi sembra di ricordare come accenni anche tu che defecava monete d'oro!). Mio nonno si rammaricava sempre di non essere mai riuscito a togliergli il berretto! Anche dei munacilli ho sentito parlare da bambino.

    Infine posso confermarti che tali leggende vennero portate negli USA dagli emigranti. Sempre mio nonno, emigrato tre volte negli USA nei primi due decenni del XX secolo (una foto di mio nonno con Rodolfo Valentino, anche lui pugliese ed appena sbarcato a New York http://www.lapatriagrande.net/images/luigi_di_gio… diceva che u scazzamurill lo segui anche in America! Ossia lo vedeva anche quando era a New York! Quindi posso immaginare che di queste leggende ne abbia parlato con le persone con cui entrava in contatto negli USA.

    Cari saluti da Attilio Folliero da Caracas

    1. Tisbe Autore del post

      Grazie infinite per la tua testimonianza! Sono davvero felice per aver scoperto che queste storie sono state raccontate anche ad altri bambini. Anche se, devo aggiungere per dovere di cronaca, la mia zona di origine (Frigento – Sturno) confina con il foggiano 🙂 Facciamo in modo che queste belle storie fantastiche non muoiano 😉

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