Eutanasia e suicidio, davvero Dio sa solo condannare

Ho letto con interesse la nota “La morte di Monicelli e il diritto al suicidio”  del mio concittadino Crescenzo, che ringrazio per avermi sollecitato a riflettere su un tema così delicato e spinoso. Nonostante le mie idee siano assai diverse da quelle dell’autore, devo ammettere che concordo con lui su alcuni punti.

Scrive Crescenzo: “E’ stato Fabio Fazio a informare i telespettatori, parlando della morte del grande regista come conseguenza dei problemi di salute per i quali era ricoverato a Roma. Può darsi che in quel momento non fosse ancora stata resa nota la reale causa del morte, e cioè il suicidio. Diversamente, l’omissione di Fazio offrirebbe ampi margini di dubbio rispetto alla cattiva coscienza di chi fino all’ultima puntata ha inteso difendere l’impostazione dell’equazione possibilità di scegliere quando e come porre fine alla propria vita=diritto soggettivo: concetto questo ribadito anche nel secondo monologo di Roberto Saviano”. Su questo aspetto credo che, in ogni caso, Fazio abbia fatto la scelta giusta. Al suo posto, anche io, avrei scelto di tacere sulla modalità della morte di Monicelli.

Nella nota, prende forma la possibilità o il sospetto che sia stata la solitudine o l’incapacità di accettarsi in una condizione di infermità a spingere il grande regista verso il suicidio, ma c’è anche una presa di distanza da ogni giudizio morale verso l’uomo e la sua drammatica scelta. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che concordo con Crescenzo. La mia analisi, tuttavia, non pone l’accento solo sulla mancanza di un sostegno sociale, perché ogni singolarità è differente e non tutti sono in grado di sopportare le stesse prove. In effetti un esempio lampante ce lo offre Crescenzo stesso, ricordando il suicidio di Primo Levi sopravvissuto addirittura al campo di concentramento. Anche analizzando me stessa, mi rendo conto che sarei capace di sopportare miseria e privazioni, ma un’infermità che mi rendesse dipendente da qualcun altro, non la sopporterei. Finirei per odiarmi e per leggere qualsiasi forma di aiuto come un attacco alla mia dignità personale. La mente umana è complessa e non sappiamo come può reagire di fronte a determinate circostanze. Quindi, personalmente ribadisco la necessità di una libera scelta da parte del singolo, senza sentirsi minacciato da potenze morali terrene ed ultraterrene. Chi crede che bisogna vivere comunque… viva comunque, perché nessuno gli impone una scelta diversa, ma si astenga dal costringere altri a vivere contro il proprio volere, e si astenga dal condannare, sostituendosi, di fatto, a Dio.

Non è il caso del mio amico, persona che ammiro per la coerenza delle proprie idee e del proprio vissuto, ma molti fanatici propugnatori della “vita ad ogni costo” ammazzerebbero senza problemi, se solo potessero, chi la pensa diversamente da loro. A volte lo fanno, e sotto il loro mirino ci finiscono i medici abortisti, segnalati in una lista. Io vorrei davvero cogliere la coerenza tra l’autocelebrarsi “pro vita” e commettere omicidio.

Ciò che mi fa maggiormente indignare è l’arroganza di chi crede di avere la verità in tasca, e vuole imporla anche agli altri. Il suicidio è qualcosa di estremamente complesso che colpisce di più i cittadini delle società evolute e benestanti, nelle quali l’individuo deve raggiungere uno standard di vita molto elevato. Non riuscirci rappresenta per la persona un fallimento difficilmente superabile, ed, evidentemente, non si tratta solo di una questione di estetica. Chi si erge a giudice dovrebbe “comprendere” e soccorrere “la vittima” quando è ancora possibile, e non intervenire per puntare il proprio indice accusatore, perché nessuno è nella mente di Dio (per chi ci crede ovviamente).

Per questo motivo detesto ogni forma di fanatismo, e qualsiasi tentativo di imposizione forzata di un’idea.

Per concludere dico ai cattolici pro vita: io non temo il vostro Dio, ma temo ciò che farete in suo nome!

33 commenti su “Eutanasia e suicidio, davvero Dio sa solo condannare

  1. atticus

    il mio Dio è misericordioso…. non è uso condannare…quasi mai. Ha però detto che l'inferno è solo per quelli che, preti e monsignori, che lo intimano agli altri…..

  2. crescenzo

    Ringrazio Tina per aver fatto riferimento alla mia nota per questa sua interessante riflessione. Nel merito mi sento di dire che a nessuno è dato sostituirsi a Dio: nè a chi pretende di possedere il dono dell'interpretazione autentica del pensiero di Dio o del magistero della Chiesa, nè a chi pretende di possedere il dono dell'interpretazione autentica del pensiero della persona che non è in condizione nè di esprimersi nè di difendersi. Ciò avviene sia quando una madre (o un padre) decidono che un feto che nascerà malato o "diverso" dagli altri sarà costretto a vivere una vita non degna di essere viissuta, sia quando familiari non propriamente disinteressati si disputano la sopravvivenza o la soppressione di una vita allo stato terminale.
    Con amicizia.
    Crescenzo

  3. vanna

    Quali pene e quali tormenti ci saranno nella mente di chi compie un gesto così estremo come il suicidio? Me lo sono chiesta spesso, e contrariamente a chi sostiene che è un atto di vigliaccheria,lo reputo invece, a volte, oltre che un gesto disperato, un modo per preservare la propria dignità. In molti mi attaccheranno per queste mie affermazioni, ma certamente non sono tra coloro che puntano il dito verso chi fa le sue scelte, a volte drammatiche, ma prese in piena libertà, senza piegarsi a giudizi morali terreni o "ultraterreni".

  4. Stefy61

    Salve a tutti
    Sono cristiana, non pro-vita ma per la vita che il nostro Dio ci ha donato e che noi, credenti, abbiamo il dovere di vivere dignitosamente seguendo i Suoi insegnamenti. Una vita intrisa di solidarietà, amore, comprenzione, condivisione ma assolutamente priva del giudizio verso l'altro. Dio ci ha dato il LIBERO ARBITRIO e nessuno ha il diritto di togliercelo, nemmeno nel suo nome.
    Buona giornata
    Stefy61

  5. paolina

    Se in Italia ci fosse stato il suicidio assistito, come in nazioni più civili, Monicelli non sarebbe dovuto ricorrere ad un atto così crudele verso se stesso. Un conto è farsi o farsi fare una puntura, un altro gettarsi dalla finestra. Il grande attore era arrivato ad una situazione estrema di fronte alla quale non aveva più senso di vivere. E' vivere augurandosi che la morte venga prima possibile? La Chiesa è in questo immorale e crudele, non è più in linea con il senso morale del mondo attuale.

  6. Gianfranco

    Vorrei permettermi di aggiungere una provacazione, premesso che condivido l'analisi fatta da Tina. Ma perchè necessariamente il suicidio (e più in generale la morte) è solo un fatto negativo? Mi spiego e non vorrei essere frainteso. Il suicidio è un atto di liberazione – certo noi dobbiamo mettere in atto tutto il necessario perchè l'essere umano possa essere aiutato e accompagnato se soffre e…se lo chiede. Io mi immagino un'altra scena: Monicelli che ha fatto delle cose straordinarie, ha vissuto nel senso pieno del termine che giunto a 95 anni (beato lui) in perfetta connessione con la sua coscienza, decide di porre fine (forse con un pò di anticipo, forse evitandosi qualche sofferenza fisica, forse pensando di non poter più dare quel contributo che sino ad oggi ha dato) alla sua esistenza. In questo atto – non datemi del pazzo – lo immagino consapevole e fprse sorridente nel suo ultimo volo.

    1. Tisbe Autore del post

      Perché solitamente si ritiene che l'Essere sia migliore del non-Essere. La verità è che non lo sappiamo se è così! Soprattutto dopo aver visto Donnie Darko i dubbi aumentano…

  7. paolina

    Per Gianfranco. Gettarsi dalla finestra non è il volo di un angelo, ma un atto di violenza verso se stessi che potrebbe essere risparmiato se esisgtessero le leggi opportune. Sono contraria a tutte le crudeltà, anche a quelle contro se stessi.

  8. wiBlog

    Ci sono tante persone che muoiono ogni giorno perché non hanno soldi per mangiare, curarsi, per ripararsi dal freddo… E' in questi casi che vorrei vedere l'impegno dei movimenti "pro-vita" (definizione che ovviamente rifiuto, perché è data più per etichettare gli altri come "pro-morte"), non per sentirli gridare frasi del tipo "Per quanto mi riguarda Eluana Englaro non è morta, è stata ammazzata" (Gaetano Quagliariello del Pdl) e "Eluana Englaro è viva, potrebbe anche procreare" (Silvio Berlusconi). Queste persone non sono "pro-vita", speculano solo sul dolore della gente per far piacere alla Chiesa, proprio come hanno fatto con il "family day".

    Infine, lo ripeto, la Chiesa (diamo alle cose il giusto nome, non prendiamoci in giro con la definizione "pro-vita") deve accettare che l'Italia è uno Stato laico e anche rispettare il libero arbitrio. Non se ne può più!

  9. Tisbe Autore del post

    Persino Mussolini capì di non poter governare l'Italia senza il consenso della Chiesa 😉 nonostante fosse ateo.

  10. crescenzo

    L'Italia è certamente uno stato laico, ma è soprattutto uno stato democratico, nel quale le leggi non le fa la Chiesa, ma il Parlamento, che rappresenta il popolo, che si esprime attraverso il voto. Quando le forze politiche favorevoli all'eutanasia avranno i numeri in Parlamento per approvare una legge, la faranno. Come già avvenuto per divorzio e aborto.

  11. wiBlog

    L'Italia è uno Stato laico solo sulla carta, perché non può considerarsi laico uno Stato che in ogni suo ufficio pubblico (compresi ospedali e scuole) impone l'affissione del Crocifisso. Come non può considerarsi laico uno Stato che assicura l'esenzione totale dal pagamento dell'ICI solo alla Chiesa. E ancora non può certo considerarsi laico uno Stato che prevede il professore di religione nella scuola pubblica (e preciso che lasciare allo studente solo la possibilità di scelta non rende comunque laico questo nostro Stato), che ne aumenta addirittura il numero e lo stipendio mentre effettua pesanti tagli al resto della scuola. Per non palare dell'influenza che la Chiesa esercita negli ospedali italiani; ad esempio la pillola del giorno dopo dovrebbe essere dovuta come prescrizione d'urgenza, ma è stato dimostrato che il personale degli ospedali spesso si rifiuta di farlo. Oppure potrei parlare della pillola RU486, arrivata nel nostro Paese molti anni dopo rispetto a diversi altri Paesi. E secondo voi come mai un farmaco riconosciuto in tanti Stati arriva così tardi in un Stato che si definisce laico? (E non riporto la vicenda dei governatori Cota e Zaia, perché è solo una delle tante pagliacciate che si sono viste nel nostro "presunto" Paese laico per impedire la pillola RU486.)

    Questi sono solo alcuni esempi, potrei farne ancora tanti altri. Non ho parlato ad esempio delle coppie che decidono di convivere e che vengono ignorate da uno Stato che gli risponde con i "family day". Uno Stato che se fosse meno bigotto includerebbe anche Alessandra nel risarcimento pubblico ai familiari delle vittime della tragedia di Viareggio. Invece no, Alessandra e Antonio non erano una famiglia per il nostro Stato laico, nonostante una figlia di 11 anni.

    L'Italia purtroppo è un Stato laico solo sulla carta, nella pratica non si comporta quasi mai come tale.

    1. Tisbe Autore del post

      Effettivamente stando nella scuola, mi rendo conto che viene fatto un lavaggio del cervello sistematico, con la scusa delle radici e delle tradizioni da difendere, per perpetuare la creduloneria popolare. Soltanto personalità forti e determinate riescono a non farsi sopraffare dagli insegnamenti cattolici! Concordo con te Giuseppe, come tanti diritti disattesi, anche la laicità è sulla carta…

  12. crescenzo

    Delle scuole pubbliche io invece ricordo un testo di storia, il famigerato 'Camera-Fabietti', che fra tante "perle" annoverava quella di non parlare affatto dei gugal sovietici. Se questp è lo Stato laico che dovremmo auspicare, gli interventi precedenti possono considerarsi dei formidabili spot per una nuova schiacciante vittoria di Berlusconi e della Lega. Complimenti.

    1. Tisbe Autore del post

      Crescenzo, io apprezzo chi "consapevolmente" fa una scelta di fede, ma il lavaggio del cervello fin dai primissimi anni di vita è qualcosa di vergognoso. L'essere umano dovrebbe essere educato alla "libertà". Purtroppo l'ateo Mussolini dovette sposare la Chiesa per accedere al controllo dello stato italiano… persino lui, figurati! Ma quello che hai detto è grave, perché stai affermando che senza Chiesa l'Italia non si governa… e questo, lasciamelo dire: è vergognoso!

  13. crescenzo

    Su Mussolini e la Chiesa:
    1. Da ricordare anche la posizione dei cattolici; dopo l’esilio di don Sturzo e lo scioglimento del PPI non vi fu mai un’opposizione di matrice cattolica se non in seguito ai Patti Lateranensi del 1929 che videro gli intellettuali cattolici dividersi in due parti. Da un lato coloro che presero posizione a favore del regime, dall’altro altri come Alcide De Gasperi, futuro fondatore della Democrazia Cristiana, che tennero un atteggiamento più critico manifestato in forme di dissenso intellettuale e culturale soprattutto dopo l’emanazione delle leggi razziali. Inoltre, associazioni cattoliche come Azione cattoliche e la Fuci, costituirono altrettanti centri di autonomia culturale e ideale rispetto al regime che non riuscì mai a porle sotto il proprio dominio ( dal sito 'La Resistenza in Italia -Antifascismo attivo);

    1. Tisbe Autore del post

      Crescenzo, ti assicuro che sono a conoscenza di questi fatti, oltre a leggere i libri di storia sono appassionata di documentari sul ventennio e sul nazismo 😀

  14. crescenzo

    2. 2. Per queste ragioni, venerabili Fratelli e diletti Figli, mentre con tanto ardore da tutto il mondo, e specialmente dagli operai cattolici, che d'ogni parte convengono in quest'alma Città, si va solennemente celebrando la commemorazione del quarantesimo anniversario della enciclica Rerum novarum, stimiamo opportuno di servirCi di questa ricorrenza, per ricordare i grandi beni che da quella enciclica ridondarono alla Chiesa, anzi a tutta l'umana società; per rivendicare la dottrina di tanto Maestro sulla questione sociale ed economica, contro alcuni dubbi sorti in tempi recenti e per svolgerla con maggior ampiezza in questo o in quel punto; e infine, dopo una accurata disamina dell'economia moderna e del socialismo, per scoprire la radice del presente disagio sociale, e insieme additare la sola via di una salutare restaurazione, cioè la cristiana riforma dei costumi (dall'Enciclica Quadragesimo Anno di Pio XI, 1933).

    Mi sa che il lavaggio del cervello non lo hanno fatto ai cattolici, in questo Paese.

  15. wiBlog

    @Crescenzo, guarda che per me non c'è nessun problema con i "gugal sovietici", io non identifico il Comunismo in cui credo con i "gugal sovietici". Io non confondo dittatori e Comunismo. E tu, mica ti fai problemi a parlare di Inquisizione, Caccia alle streghe, pedofilia e di tutti gli altri crimini commessi dalla Chiesa nel corso dei secoli? Penso che non consideri tutti quei crimini come parte della tua fede, ma come crimini commessi dalla Chiesa. O no? 😉

    "gli interventi precedenti possono considerarsi dei formidabili spot per una nuova schiacciante vittoria di Berlusconi e della Lega" ?

    Ah sì? Crescenzo e cosa ti piace di quei due partiti? I festini "selvaggi" di Berlusconi? Il modo in cui vengono considerate le donne? Le barzellette sulla Bindi? L'accoglienza che la Lega concede agli immigrati? Il "rito celtico"? "Roma ladrona" e "Terroni"? Mmm, non mi dire che ti piaceva la scuola di Adro? 😉

    Ahi ahi Crescenzo, hai una strana idea di Stato laico. Sai, già all'ingresso della mia casa c'è un Crocifisso, appena entri. Come vedi non ho niente contro il Crocifisso, anzi ne ho il massimo rispetto ma so anche cosa vuol dire laicità, rispetto della legge e libero arbitrio.

    1. Tisbe Autore del post

      Giuseppe, sento il dovere di chiarire un passaggio: Crescenzo non è berlusconiano… anzi! Lui è democristiano e se ho interpretato bene il suo pensiero, sostiene che se l'opposizione non cede alle istanze cattoliche, sarà di nuovo Berlusconi a vincere, perché la maggioranza degli italiani è cattolica ed ha paura delle idee laiche e atee… In parte ha ragione, però io non me la sento di barattare le mie idee per andare al governo. Gli italiani si prendano quello che si meritano!

  16. crescenzo

    Lo Stato veramente laico dovrebbe far studiare su libri di storia che parlano sia dell'Inquisizione che degli oscuri rapporti tra alcune frange partigiane comuniste che operavano in Istria e i partigiani titini, che a loro volta intrattenevano rapporti con gli ustascia croati per colpire il movimento autonomista italiano. Ustascia che come è noto erano legati alle S.S; un giro torbido di rapporti che, ad esempio, fece finire a Dachau l'ultimo questore italiano di Fiume, il cattolico ed irpino Giovanni Palatucci: un eroe che salvò la vita a migliaia di ebrei e ad altri numerosi perseguitati del nazifascismo (dissidenti politici, zingari e omosessuali). Giuseppe, tu conosci qualche manuale di storia che menziona l'opera e l'eroismo di Palatucci?

    1. wiBlog

      Crescenzo, i libri di Storia dovrebbero raccontare tutto, anche cosa fecero i fascisti agli slavi, ai russi, ai francesi e alle altre persone che non appoggiarono la dittatura nazi-fascista. Dovrebbero fare capire anche la rabbia di tutte quelle persone che avevano perso dei cari per colpa della follia nazi-fascista (mentre per crimini della Chiesa, come l'Inquisizione e la "Caccia alle streghe", non c'era questo…). Dovrebbero descrivere anche la vita di chi era costretto a vivere sulle montagne per poter liberare l'Italia, mentre la maggioranza degli italiani era fascista! Magari dovrebbero parlare anche della posizione di buona parte della Chiesa durante la seconda guerra mondiale, compresi i rapporti con Mussolini e Hitler… Mi fermo qui, altrimenti parlando della Chiesa minimo minimo arrivo ad Enrico De Pedis…

      Come vedi Crescenzo ci sarebbero tante cose da dire sulla Storia dell'Italia, ma non è questo il post giusto… continui ad avere le idee molto confuse sulla laicità dello Stato.

  17. crescenzo

    Non c'è giustificazionismo che tiene per alcun tipo di barbarie, Su De Pedis ed altri misteri farei della facile autopubblicità se ti rimandassi alla lettura del mio romanzo "Ombre, penombre e luci nascoste": un testo un po' lungo ma nel quale spiego con maggior compiutezza la mia opinione sugli stati laici del Novecento e su tanti lati oscuri tanto della Chiesa Cattolica quanto della storia repubblicana (e non solo) italiana. Parlare delle grandi vicende storiche per stereotipi, luoghi comuni e argomentazioni da ultrà non è granchè appassionante. Nè serve a spiegarsi, ma solo a creare equivoci ed inutili litigi online.

    1. wiBlog

      Crescenzo, io di certo non faccio "giustificazionismo", non parlo per stereotipi, luoghi comuni e non propongo argomentazioni da ultrà. Magari tu, mi sei sembrato ossessionato dai comunisti, un po' come fa Berlusconi. Hai tirato in ballo cose che non c'entrano con questo post, che invece al massimo riguarda le scelte che dovrebbero essere personali sulla vita e che invece purtroppo in questo Paese non lo sono. Sono d'accordo con te che purtroppo tante cose non sono raccontate nei libri di Storia (molto probabilmente non per le stesse cose e, senza offesa, non ho bisogno dei tuoi libri per parlare di cose che conosco e che per questo ho citato), però secondo me questo discorso qui non c'entra, si tratta di un O.T. enorme (e già la Storia della Chiesa è lunga molti secoli, non un decennio…) e io non ho tempo da perdere… però magari la padrona del blog è di parere diverso e quindi se vuole puoi continuare con lei e raccontargli la tua personale versione della Storia ;-P

      Vabbè, finiamola qui, resto convinto di quello che ho scritto anche nei precedenti commenti e quindi non mi ripeto.

      1. crescenzo

        E quindi siamo d'accordo. A partire dal fatto che la mia versione della Storia vale più o meno quanto la tua e che mi riservo forti dubbi sulle tue 'conoscenze' circa la tumulazione di De Pedis a Sant'Apollinare, conoscenze che non possono che essere letterarie o televisive quanto le mie. Solo che nel romanzo io formulo una tesi, che appunto è romanzesca quanto le altre che circolano. Nessuno ha verità in tasca o in punta di penna. Quanto alle mie ossessioni, ti garantisco che per me i comunisti (in special modo quelli italiani) lo sono quanto lo può essere la squadra del Napoli. Senza offesa, ovviamente. Nè per il Napoli nè per i comunisti.

  18. crescenzo

    In verità ICI, RU486, Cota e Zaia non mi sembravano molto IT. I commenti sono lì: ma se non riusciamo a condividere nemmeno una storia di pochi giorni che abbiamo scritto insieme, forse è davvero il caso di chiuderla qui.

  19. Tisbe Autore del post

    … ed è meglio evitare i litigi online, visto che discutere non serve a far cambiare idea all'altro, ed ognuno rimane ancorato nella propria opinione o nel proprio pregiudizio! Il senso del mio post è chiaro! Non sono d'accordo con chi vuole imporre con la forza la propria opinione ad un altro. Quindi la scelta è libera e nessuno ha il diritto di giudicare chi divorzia, chi abortisce e chi si toglie la vita! Detto questo vi invito a moderare il dialogo!

  20. ermahico

    l'eutanasia dovrebbe essere una scelta possibile, è ovvio che il medico farà di tutto per salvare la salute di una persona, ma è doveroso per lui, tramite consenso informato, spiegare il rovescio della medaglia e i possibili danni esistenziali di una cura, sarà poi il paziente a scegliere se può sopportare o meno una sofferenza o una non-vita o l'eutanasia.
    ovviamente il ragionamento regge in un paese libero, quindi non l'italia.

    (nel periodo di Eluana tutti i supercattolici d'assalto postavano le foto di lei bella e sorridente, caruccia e con i riccioli, NEanche una, dico UNA foto di lei nel letto con tuBi dappertutto piegata in una smorfia impressionante, che tutto faceva pensare ,tranne alla vita. perchè non postavano QUELLA foto con sottotitolo:
    """almeno da 10 anni è così. ma non si può lamentare, è viva no?"""

  21. Maria Luisa

    forse perchè quella foto non è mai stata messa in circolazione dal padre di Eluana, che voleva che la ricordassimo così: bella e sorridente. Comunque nessuno può giudicare, solo Dio può farlo, e Lui è misericordioso…!!! Noi, a quanto pare, no…!!!

  22. Esaki

    Mi mancano le parole per quello che hai scritto.
    Quando il diritto è storto, quando si nega la possibilità della libertà in nome della libertà, quando si nega la speranza in nome della speranza; quando si uccide chi non è considerato degno in nome della sua stessa dignità, quando non si chiama uomo ciò che uomo è, quando si chiama pietà la crudeltà; quando l'uomo è fatto dalla legge ed è disfatto dalla stessa legge, quando si definisce civiltà ciò che nega la base della civiltà stessa, quando si pensa di essere padroni della vita solo perchè si è dispensatori della morte, allora per definire tutto questo mi mancano le parole, perchè le parole si mostrano ingannatrici quando sono usate con malizia o ignoranza per deformare ciò che è.

    Quindi starò in silenzio per un po', e pregherò.

    1. Tisbe Autore del post

      Non tutti sono in grado di comprendere la "miseria" della condizione umana, e fra questi ci sono coloro che credono in dio, anzi, che credono di "essere" dio

      1. Esaki

        Dovresti sapere meglio di me che il credere di essere Dio è una prerogativa quasi tutta del non credente. Si chiama peccato originale. Che non è roba da vecchie babbione, da preti, da catechismo per bambini; non certo da adulti autosufficienti come te, in grado di capire perfettamente, di cavarsela da soli; che non hanno certo bisogno di qualcuno che faccia loro la predica. Che non hanno bisogno di nessuno. Che non hanno bisogno. Di niente. E nessuno. Come Dio.

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