Donnie Darko, la coscienza allo specchio sull’abisso spazio-tempo

“Tra i migliori 100 film” mai concepiti da mente umana, questa la dicitura che ieri sera mi ha convinta a vedere il film Donnie Darko su Sky Cinema. Durante la visione ho dovuto rivedere più volte le impressioni iniziali. A prima vista, con l’annuncio della fine del mondo, e l’apparizione di un coniglio dalla misura umana, ho pensato che si potesse trattare di un film sugli alieni. Ma procedendo nella visione, ho compreso che quel tipo di lettura sarebbe risultato troppo semplicistico e che il senso del film doveva essere decisamente più complesso. E così è stato.

Il film va visto con molta attenzione e senza abbandonarsi a distrazioni o alle emozioni forti che pure provoca nello spettatore. Bisogna avvicinarsi a Donnie Darko con tutta l’apertura mentale possibile, senza porre limiti e vincoli, perché ogni scena, ogni dialogo ha un senso, se non addirittura un ribaltamento del significato precedente.

Il film si snoda in un arco temporale che va dal 2 al 30 ottobre, ed è proprio il tempo il principale protagonista del lungometraggio. Si comincia ad intuirlo allorché il protagonista si interessa ai viaggi nel tempo quando, casualmente, viene in contatto con “Nonna Morte” e con il suo libro “La filosofia del viaggio nel tempo“. E’ un susseguirsi di eventi che sembrano scollati gli uni dagli altri, ma che s’intrecciano fino a trascinare lo spettatore verso le necessarie conseguenze. La fine del film apre ad innumerevoli interrogativi perché, anche avendo intuito il senso del film, rimane da chiarire del perché un soggetto torni nel passato per danneggiare se stesso. Istintivamente si pensa il contrario, e cioè che si torni indietro nel tempo per aggiustare qualcosa che aveva segnato negativamente la propria vita. Un’altra impressione forte che si avverte, è riconducibile all’inutilità del tempo trascorso tra il 2 e il 30 ottobre: un frammento spazio-temporale che sparisce inghiottito da uno dei mondi possibili, e del quale si può cogliere solo una debole traccia nello sguardo rimembrante dei personaggi al termine del film. Costoro ricordano l’espressione impressa sui volti dei protagonisti sopravvissuti al naufragio, nella scena finale del film rosso di Kielowski. In definitiva si potrebbe concludere che sacrificio di Donnie Darko si renda necessario per evitare la scomparsa dell’Universo a causa del paradosso temporale venutosi a creare, ma non siamo certi che sia così.

Per una spiegazione particolareggiata della trama vi rimando all’ottimo post di altreparole suggerendovi di leggerlo solo dopo la visione del film. Per maggiori dettagli vi invito a consultare la pagina di Wikipedia.

Donnie Darko è un film fantastico del 2001 scritto, prodotto e diretto da Richard Kelly al suo esordio, riproposto al cinema nella versione director’s cut, più lunga di 20 minuti, nel 2004.

8 commenti su “Donnie Darko, la coscienza allo specchio sull’abisso spazio-tempo

  1. wiBlog

    Come ti ho detto è un film che non mi ha colpito, ma forse non ero particolarmente attento… però il coniglio gigante lo ricordo bene 😀

    Beh, dopo questa tua bella recensione non posso non impegnarmi per rivederlo… ti farò sapere 😉

  2. Valentina

    Amo questo film. L'ho visto due volte, perché credo che sia necessario farlo: è talmente complesso che deve essere studiato, e non solo guardato.

    P.S. Il secondo fa veramente schifo. 😀

  3. Chit

    Una bella pellicola che più volte mi sono ripromesso di rivedere perchè temo di non averne colto pienamente il "filo" o meglio, di averne colto solo uno dei tanti possibili…

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