Smarrimento Pd, … tolgo il disturbo …

Ho trovato questa nota su facebook di una bellezza inaudita e per certi versi rappresenta bene lo smarrimento degli orfani del Pci di cui faccio parte. Ho chiesto all’autore il permesso di pubblicarla su questo blog, e lo ringrazio pubblicamente per avermelo accordato. Le righe che seguiranno dovranno farci riflettere intensamente. Buona lettura!

Ho sempre vissuto la politica come un impegno civile, cercando in ogni momento di dare il mio contributo d’idee e di passione in maniera disinteressata. Non ho mai chiesto né avuto niente dalla politica, se non la possibilità, in determinati momenti storici, di poter condividere, con altri compagni di viaggio, esperienze esaltanti, che mi hanno formato culturalmente, dandomi, ancora oggi, la possibilità di sentirmi libero, senza dover essere schiavo della volontà altrui.  La politica dovrebbe fare principalmente questo, aiutare gli uomini e le donne a essere liberi, e quindi padroni, nel bene e nel male, della propria esistenza. Sono stato anche un fortunato, perché avendo qualche anno in più, rispetto a tanti altri giovani, ho avuto modo di conoscere uomini capaci di indicare e di guidare un percorso all’insegna del cambiamento, uomini capaci di immaginare un mondo diverso, mettendo in discussione il destino e quindi il futuro già segnato di un’intera generazione. Ho avuto la possibilità, e di questo sono grato alla politica, di poter partecipare in prima persona, a battaglie che hanno dato dignità alle nostre comunità, dimostrando che la politica, se fatta all’insegna del bene comune, può scardinare i meccanismi ripetitivi della storia, dando a ogni uomo e a ogni donna, la possibilità di essere artefice del proprio futuro.
Ho tanti ricordi che mi riempiono la mente, anzi posso dire che il mio impegno politico e la mia militanza nel partito democratico, fino ad oggi, sono stati solo il frutto di un’abitudine che trovava le sue radici più profonde nel passato, quasi come una passione cronica, un impegno costante nel tentativo di soddisfare un bisogno sempre più effimero e sempre più lontano dalla realtà. Oggi mi sento più che mai senza riferimenti e senza una prospettiva politica da poter proporre e allo stesso tempo seguire. Non mi sento più a mio agio, e non condivido la quasi totalità delle scelte fatte dal mio partito e dalla classe politica in generale. Non ritengo possibile impegnarsi in un partito, e parlo del caso specifico del Pd irpino, che al posto di affrontare in maniera concreta i problemi della gente, sforzandosi attraverso una seria attività sul territorio, di elaborare una proposta politica credibile, inizia ad arrovellarsi al suo interno, rispetto alle possibili candidature per le prossime politiche, facendo partire il totoscommesse su chi sarà designato in quota eleggibile tra Valentina Paris e Franco Vittoria. Non è possibile continuare su questa strada. Per una persona dotata di un minimo di autostima, continuare ad andare avanti significherebbe solo decidere di farsi del male. Io sono un artigiano e combatto insieme a tanti altri piccoli imprenditori, la mia battaglia quotidiana, contro le banche, contro la burocrazia e contro uno stato completamente assente, e in una fase storica delicatissima, come quella che stiamo vivendo, ci vorrebbe, da parte dei partiti e delle istituzioni in generale, più serietà e più impegno. La realtà, invece, è un’altra, il mondo della politica è ormai solo un reality, dove chi sceglie di entrare lo fa solo per posizionarsi, sperando in una possibile nomination che gli cambi definitivamente la vita.
Mi sono impegnato moltissimo negli ultimi tempi, togliendo tempo al mio lavoro e alle persone che mi circondano, cercando di dare il mio contributo al partito, ma non sono stato capito o forse mi sono solo sbagliato. Fatto sta che rispetto a certe scelte che mi sono costate parecchio, che hanno messo in discussione anche rapporti personali di amicizia, non ho ricevuto nessun sostegno, nemmeno dai miei più stretti compagni di viaggio. Mi dispiace. Mi dispiace moltissimo, ma forse il mio modo di vedere la battaglia politica è un po’ datato, non è al passo con i tempi, ne prendo atto e chiudo il discorso, così chi ha pensato, anche solo per un attimo, che avessi l’intenzione di occupare qualche posto o che volessi togliere spazio a qualcuno, immaginando chissà quali macchinazioni, potrà, spero, finalmente ricredersi. Fate il vostro gioco, per quanto mi riguarda il mio impegno politico nel PD, finisce qui. A chi sta portando avanti, ancora oggi, una battaglia di rinnovamento nel partito, va tutta la mia solidarietà e la mia stima, ma non ci sto a continuare. Approfitto per scusarmi con il presidente della commissione Carmine Russo, per la mia decisione così perentoria, ma questa è la mia scelta.
Comunico quindi le mie dimissioni dalla commissione di garanzia, di cui faccio parte, e di conseguenza dalla direzione provinciale, e la mia fuoriuscita dal gruppo di territori e nuove generazione.

Pellegrino Palmieri

6 commenti su “Smarrimento Pd, … tolgo il disturbo …

  1. vanna

    Caro Pellegrino, se questo, in qualche modo può alleviare il tuo smarrimento , ti dico che in giro ci son tanti "orfani" come te, tanta gente che per anni ha creduto che vi potesse essere giustizia sociale, pari opportunità per tutti.Qualcuno ci additava come "quelli che combattevano contro i muluni a vento", e abbiamo pagato, anche troppo la nostra appartenenza ad una ideologia, in campo lavorativo,in campo sociale, talvolta anche in quello affettivo. Spero solo, non paghino per noi anche i nostri figli.
    Nonostante ciò, ti assicuro,che ogni volta, dinanzi a certe situazioni, si risvegliano in me sentimenti e sensazioni che sembravano sopite, ma che son lì, forse nel mio dna.Questo che viviamo oggi, è uno di quei momenti, perchè, come ascoltavo qualche giorno fa in una canzone, le idee sono come le farfalle, a cui non puoi tagliare le ali, sono come le stelle,che non le spengono i temporali.Non possiamo arrenderci proprio adesso.

  2. Andrea Cotti

    Mi sembrano condivisibili le perplessità che Pellegrino Palmieri ha espresso in questo bell'articolo.
    Vorrei chiedergli solo una cosa, per meglio comprendere;
    – ed ora che farà?
    In quale partito cioè continuerà ad esprimere i suoi ideali e ad offrire il suo impegno politico?

  3. Enrico

    Compagno, nell'anno 1962 mi iscrissi al PC e lo ho seguito in tutte i derivati, fino al PD. Ho ricevuto cattive azioni soltanto da parte dei compagni del partito e del sindacato. Inoltre mi sembra che il PD attuale manca di unità e di nerbo, ma non ho mai cambiato il mio parere perchè ho tenuto conto soltanto di alcune idee (Bobbio, Togliatti (vedi ""la via Italiana""), Berlinguer, e mai ho prestato fede agli uomini. Mi limito a non offrire impegno politico (giusta la domanda del precedente commento ! ) anche per ragioni di età, però so a chi darò il mio voto ed anche i motivi. Fai cosi anche tu e non remare contro, altrimenti ti accadrà di pensare che hai vissuto fin qui solo per favorire qualcuno. Ciao.

  4. Enrico

    Ma davvero ci sono tutti questi ""smarriti""? Provino a farsi una doccia fredda o si troveranno nello stesso partito in cui andrà a parare Capezzone.

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