No mister b, io non la invidio…

… se proprio dovessi invidiare qualcuno, e questo non è un sentimento che mi appartiene, invidierei Alberto Angela

Avevo deciso di deberlusconizzare il mio blog, perché non ne posso più di questo essere che sposta l’attenzione dei media dai problemi reali ai suoi fatti personali, ma, lo ammetto, non sono in grado di resistere… ovunque ci sono stimoli che conducono direttamente ai suoi misfatti.

Guardando la prima puntata di Ulisse (ebbene sì, il sabato sera, invece di darmi al bunga bunga mi soffermo su programmi culturali) dedicata al periodo storico che va dall’uccisione di Cesare, alla creazione dell’Impero Romano con Ottaviano Augusto, mi è venuto da pensare che la Storia premia i malvagi. Di tutti i personaggi è sopravvissuto il più cinico, il più spietato e il più feroce di tutti: Ottaviano. Perito Bruto, il filosofo che credeva nella Repubblica a tal punto da sacrificare la vita del padre adottivo per amor suo. Morto Cassio, il grande condottiero esperto di arte bellica; finito anche il passionale e coraggioso Marco Antonio, insieme alla donna più colta, intelligente e seduttrice dell’antichità, Cleopatra.

Di tutti è rimasto in piedi Ottaviano, che ha raggiunto il culmine della propria efferatezza facendo assassinare il piccolo Cesarione, nato dalla relazione tra Cesare e la regina d’Egitto.

Di fronte a questa lezione della Storia, la mia speranza di veder trionfare i buoni, gli onesti, i leali, i coraggiosi, è crollata miseramente. La situazione politica attuale ne è la conferma. Non ci siamo spostati di un millimetro dall’Antichità. I secoli sono passati invano, e la Storia non conosce “se”. Fra la Repubblica e la tirannia, è ancora quest’ultima ad avere la meglio: persino il popolo la preferisce.

Perché il popolo ama l’uomo forte, feroce, malvagio, privo di umana pietà! Mi è bastata una lezione di Storia per comprendere che mister b è un prodotto italiano… ma io non lo invidio, perché a Filippi, ero dalla parte della Repubblica… e con essa sono perita!

9 commenti su “No mister b, io non la invidio…

  1. wiBlog

    Come ti dicevo ieri, la Storia bisogna studiarla anche perché si dovrebbe imparare dagli errori… quindi un popolo analfabeta e comunque impreparato ha sostenuto Mussolini, ma il popolo di oggi che sostiene Berlusconi non ha nessuna scusa, è pienamente colpevole!

    1. Tisbe Autore del post

      Certo è un popolo più consapevole, o almeno così dovrebbe essere. L'unica attenuante è che il duopolio Rai Mediaset ha lavato i cervelli degli italiani lobotomizzandoli parzialmente.

  2. Antonio

    d'accordo a non invidiare un ometto mezzo malato, davvero non saprei proprio che cosa invidiare da un miserello simile ma che la storia rimasta come nell'antichità qui ti sbagli, dopotutto si sono fatti dei passi avanti in termini di diritti, di democrazie, con tutti i difetti e le imperfezioni di cui vogliamo parlare ma è vero che un tempo non c'erano affatto.

    1. Tisbe Autore del post

      Sinceramente io vorrei crederti, certo che spesso nella storia ha vinto la forza e non la ragione. Forse dovremmo considerare la malvagità una sorta di pass per la sopravvivenza… ma forse sono io ad essere particolarmente pessimista in questo periodo

      1. Antonio

        Capisco il pessimismo. Indubbiamente la forza resta 'ingrediente' primordiale dei rapporti umani e non del tutto abbandonato ma ad ogni modo gli 'strumenti' che abbiamo oggi, in termini di diritto internazionale, di associazionismo e, più di ogni altra cosa, in termini di partecipazione alla cosa pubblica non sono stati presenti per tanta parte della storia. E' vero, parliamo di cose che i potenti si affannano a manipolare ma proprio perché se ne riconosce il valore. Il potente di un tempo non doveva neanche preoccuparsene. E' un discorso lungo e perdonami se sono troppo sintetico. A presto

  3. Antonio

    Ciao Tisbe, tanti auguri per domani, 8 marzo, mi farebbe piacere se leggessi il piccolo omaggio che ho scritto sul mio blog ( il bulino poetico) e che ho intitolato -AUGURI A TUTTE LE DONNE DEL MONDO -. Circa l'oggetto del discorso, sono d'accordo che un essere simile,avesse pure tutto il mondo suo, non può fare invidia a persone che hanno rispetto delle leggi, dell'etica, della Giustizia e della Libertà, quindi non può essere invidiato-vorrei poter dire -da nessuno, ma ahimè forse è proprio vero che i puri valri ed i sacri valori, come dimostrato dalla storia, non pagano. Per avere un risultato concreto bisogna usare la violenza contro la violenza altrui? A cosa serve la democrazia se viene trasformata in dittatura? E la moralità di un popolo dove va a finire, se e quando, viene violata proprio da chi, o coloro, che avrebbero l'obbligo di salvaguardarla e di onorare le Istituzioni Repubblicane? (Vedi caso Caserma dei dintorni di Roma, ed altri casi di violenze, di stupri ed empietà). Un abbraccio. Antonio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *