Internet secondo Report: gli interessi economici dietro alla presunta gratuità

La tanto attesa puntata di Report sul mondo di internet e i suoi colossi quali Google, Facebook, Twitter ed altri ha spaccato le coscienze degli utenti, blogger compresi.

Persino l’Unità titola “Report, Gabanelli scivola sulla rete. Ma i fan la bocciano”, riprendendo in sintesi gli umori della rete:

troppo superficiale confusa e anche un po’ “terroristica”. “Questa puntata di report getta un’ombra lunga sulle precedenti, alla veridicità delle quali s’era creduto con fede”.

Ma è stata davvero così impreparata e negativa la Gabanelli, oppure il taglio dato alla puntata è stato voluto e cercato? Personalmente, pur non essendo un’assidua spettatrice di Report (non mi va di farmi il sangue amaro ogni domenica), ieri sera ho seguito con estrema attenzione la trasmissione, e trovo le critiche dei blogger e degli operatori del settore sicuramente esagerate e per certi versi, fuori luogo.

Personalmente credo che il target di riferimento sia stato il telespettatore medio, non avvezzo ad internet, un po’ ingenuo e pasticcione. I toni saranno stati terroristici, ma le truffe in rete non sono poche, anche se questo rimane l’aspetto meno interessante della puntata.

Ciò che credo abbia voluto sottolineare la Gabanelli, è che dietro la presunta gratuità di internet, si nascondono interessi economici che fanno capo a pochissimi privilegiati, i quali potrebbero, a breve, controllare le coscienze di tutti gli abitanti del pianeta. Certo, è uno scenario alla Orwell, ma a me è piaciuto e credo sia verosimile.

Inoltre l’impostazione anticapitalistica e antilobby del programma è esattamente in linea con le aspettative dello spettatore storico di Rai 3 … almeno mi piace credere così.

5 commenti su “Internet secondo Report: gli interessi economici dietro alla presunta gratuità

  1. Chit

    A raccontare ai 'bambini' che i loro giocattoli preferiti non sono poi così sicuri non si acquista certo nè in stima nè in popolarità, se poi gli si dice anche che Babbo Natale non esiste bè… allora una se la va a cercare 🙂 Io ho trovato la trasmissione a tratti superficiale, a mio avviso volutamente superficiale (altrimenti si sarebbe perso il filo), ma non ho rilevato particolari castronerie o falsità.
    Il punto è che oggi, per molti, è concepibile una vita senza tante cose ma non senza i social network e… guai a chi si permette di contestarlo o farlo vedere da una prospettiva a cui viene dato poco risalto ma non per questo è inesistente.
    E non dimentichiamo che si davano 'titoli' e si criticavano anche a coloro che parlavano di possibilità di prevedere terremoti e tanti tanti altri che 'cantano fuori dal coro', ma la storia insegna che non sempre hanno sbagliato previsioni! 😉
    Sarò all'antica ma io resto fedele al mio blogghino come mezzo d'espressione e preferisco ancora pochi amici, ma VERI, che 2500 sui social-network!?! 😉

    1. Tisbe Autore del post

      Bah, a dire il vero io non riesco a trovare traccia di attacco ai blogger. Credo che la Gabanelli abbia voluto esprimere le sue perplessità circa una presunta "libertà" della rete, ed io condivido i suoi timori

  2. wiBlog

    Non ho visto la puntata e quindi non posso giudicare… cmq, quanto al potere di Google, Facebook e altri servizi, posso dire che su Internet ci sono anche tantissimi professionisti che li controllano e magari qualcuno lo fa anche dal proprio blog. Infine vorrei sottolineare il ruolo avuto da Internet su diversi avvenimenti recenti (ad esempio il Movimento viola e le rivoluzioni nel nord Africa).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *