Ciao Vik Utopia, preferisco ricordarti così

“Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti indipendentemente dalle latitudini, dalle longitudini a una stessa famiglia che è la famiglia umana.” (Vittorio Arrigoni)

Ho conosciuto Vik ai tempi del blogging, (come uyulala) quando non era ancora famoso e prima di Gaza. Abbiamo solidarizzato subito perché entrambi filopalestinesi, e  ci scambiammo i link. Quello che oggi mi rimane di lui è proprio un link al mio vecchio blog su Guerrila Radio e due sms che mi spedì ai tempi della prigionia in Israele. Nel primo, mi annunciava la sua liberazione e il suo ritorno in Italia, nel secondo rispondeva alla mia richiesta di rimanere al sicuro dicendomi di voler comunque tornare a Gaza.

Giovedì ero in giardino a preparare il terreno per la semina del prato, una delle poche attività che ancora mi rende serena e dà un senso al mio vivere, quando rientrando in casa, il mio amico weblogin, in chat mi avvisava del rapimento di Vittorio e mi proponeva la visione di un video. Ho fatto fatica a crederci e non volevo vedere il video. Ma non ho avuto il tempo di abituarmi all’idea del rapimento che si è saputo del ritrovamento del corpo di Arrigoni.

Rabbia, incredulità, dolore ed impotenza!

Sono giorni che convivo con queste emozioni e non riesco a fare altro. Non riesco a staccare il pensiero da quell’orribile fine di Vik. Ho visto e rivisto il video, sperando di scoprire nel labiale, una traccia, un indizio che portasse dritto ai veri assassini, perché io non credo alla versione ufficiale.

Mi addolora sentire nei Tg nazionali il messaggio secondo cui il volontario italiano sia stato ucciso dalle stesse persone a cui portava aiuto, per sottolineare l’infamia dei palestinesi e giustificare il loro abbandono ad un triste destino.

Mi sono lasciata bombardare da tutto il caos della rete, dalla battaglia su Wikipedia tra due gruppi contrapposti, l’uno a favore dell’inserimento di una pagina su Vittorio Arrigoni sull’autorevole enciclopedia online, l’altro favorevole alla sua rimozione.

Alla nascita di gruppi di vigliacchi su Facebook: Vittorio Arrigoni. Un inutile idiota. Strapagato e  comunista, morto. E all’esaltazione dei filoisraeliani per la morte di un uomo che consideravano un nemico da abbattere.

Ma cosa faceva Vik a Gaza? Lo ha detto bene ieri sera Gramellini da Fazio. Faceva lo scudo umano! Accompagnava i pescatori e i contadini al lavoro, per inibire l’esercito israeliano dallo sparargli addosso. Vittorio si preoccupava di sfamare i bambini della Striscia, che pagavano e pagano, e pagheranno oltre il nostro colpevole silenzio, il prezzo più alto. Perché è questo che mi lacera l’anima, in questi cupi giorni di Aprile che preludono alla Pasqua: la mia incapacità di essere lontanamente simile a Vik.

Ricevevo sue notizie su Fb e via email, quotidianamente, ma ero distratta, dalla mia stupida vita! Presa dal mio lavoro, dal mutuo, dalla fatica di sopportare la quotidianità: comoda e infelice!

La morte di Vik mi ha risvegliata, riportandomi davanti alle mie responsabilità di cittadina del mondo che ha il dovere morale di restare umana!

Voglio ricordarlo così, circondato dai bambini, e quando anche io sarò in mezzo a loro, ad inculcare valori comunisti, lo sentirò al mio fianco come un vento leggero!

Blog che citano questo post:

12 commenti su “Ciao Vik Utopia, preferisco ricordarti così

  1. wiBlog

    Mi dispiace tantissimo per Vik, ancora non riesco a crederci 🙁

    Quanto al discorso che fai alla fine del tuo post, ti capisco molto bene… infatti come sai mi dispiace di non avere potuto dire anche a lui che lo stimavo. Quando parlavo di Gaza nella vita reale, facevo riferimento soprattutto a lui, ai suoi video e ai suoi racconti. In passato avevo avuto modo di scambiare più di una volta dei commenti con lui, anche su cose frivole come il funzionamento di un servizio di Google… ma negli ultimi tempi ero diventato praticamente un "lurker" anche per il suo blog, ero troppo preso con altri problemi… e per il funzionamento del nostro BlogNews… Mi dico che ho poco tempo per Internet e che non lo riesco a trovare neanche per il mio blog ma non serve, so che avrei potuto fare di meglio… 🙁

  2. Homing Pigeon

    Perdere un amico dà un dolore incommensurabile. Questo tuo amico, con cui hai avuto la fortuna di potere dialogare, era certamente una persona speciale.

    Trovo solo questo da dirti, Tisbe. Che ti sono vicino. E che condivido il tuo disgusto per i vigliacchi che osano insultare una persona che non si può più difendere.

    HP

  3. Chit

    Io non sono più riuscito a scrivere nulla da giovedì sera. Ho lasciato (colpevolmente) nel blog il post che avevo fatto al momento del rapimento poi, dal momento della notizia della sua scomparsa, è come se ogni parola, ogni frase che provavo a scrivere per ricordarlo fosse non all'altezza.
    Perchè tutto questo con una persona con la quale non sono andato oltre ad un paio di mail e qualche commento sul suo blog? Bè, perchè è stato un grande, grandissimo esempio di come si possano e si debbano far seguire alle parole i FATTI! Il suo blog non era un pulpito da cui pontificare o altro, ma una raccolta di fatti visti e documentati sul campo, una voce fuori dal coro quando "il coro" cantava tutt'altra sintonia ed io personaggi così li stimo e li ammiro a prescindere.
    Il resto, il contorno, i gruppi di faccialibro (a cui forse diamo importanza anche perché ne parliamo) non sono che feccia, pura e maleodorante feccia e nulla più! Non fosse altro perché infangano, o meglio, tentano di infangare (nessuno ci riuscirà mai!) una persona che non può più difendersi. Ma Vik ha seminato tanto e bene quindi sono sicuro non mancheranno coloro che difenderanno lui, la sua memoria, il suo operato e il grande impegno che ci lascia in eredità, quello di restare umani!!
    Ed anche se forse l'unica azione valida per ricordarlo sarebbe partire per Gaza, non mi dispiacerebbe si riuscisse a pensare tutti quanti ad un qualche evento od un qualcosa che lo possa far conoscere ad ancora più persone. Credo che sia uno dei pochi connazionali di cui TUTTI dobbiamo andare fieri ed essere orgogliosi.

    Ciao Vik

    1. Tisbe Autore del post

      Ti capisco, anche io ho impiegato un po' di tempo per riuscire a scrivere e ancora non riesco a darmi pace… aspetto il suo rientro… e dobbiamo fare un grande esercizio di memoria

  4. wiBlog

    Io che non credo alla guerra non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera, semmai voglio essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire, fra cent’anni, vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: "Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare." Vittorio Arrigoni, un vincitore.

    [youtube TpAnlx_yGT4 http://www.youtube.com/watch?v=TpAnlx_yGT4 youtube]

  5. wiBlog

    Io che non credo alla guerra non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera, semmai voglio essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire, fra cent’anni, vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: "Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare." Vittorio Arrigoni, un vincitore.

    [youtube cKSAC1XVj1Y http://www.youtube.com/watch?v=cKSAC1XVj1Y youtube]

    1. Tisbe Autore del post

      Questo video dimostra che nel web girano diffamazioni e falsità riguardo Vik. C'è gente che è davvero cattiva e non rispetta il dolore degli altri!

  6. Tisbe Autore del post

    Quando muore un militare italiano in una delle tante azioni neoimperialiste, i Tg aprono con il rientro della salma… Vik è tornato in Italia, ma io non l'ho visto passare in Tv… La Pace non fa audience

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *