La crisi non è globale, è Occidentale. La crisi non è passeggera, è radicale!

Basta accendere la Tv e sintonizzarsi a caso sui canali Mediaset e Rai per assistere a discussioni intorno alla crisi, avanzate da persone incapaci di vedere oltre il proprio naso, che veicolano teorie false e pericolose. Già in tempi non sospetti ho sostenuto che la crisi non è passeggera ma è sistemica e radicale; la crisi non è nemmeno globale, ma Occidentale. Per arrivare a quest’ultima convinzione, è sufficiente pensare che la Cina non è affatto in crisi.

L’Occidente, capitanato dagli Usa ha sbagliato tutto. Si è fossilizzato sulla propria capacità predatoria, guerreggiando con chi possedeva energie fossili, destinate comunque ad esaurirsi, senza percorrere strade alternative. Mentre s’inventava improbabili guerre sante ed era preso a bombardare e saccheggiare l’Islam, presunto mandate dell’attacco alle Torri Gemelle, la Cina diventava il massimo creditore del debito Usa. Oggi che dovrebbe fare Obama? Scimmiottare il premier italiano e tuonare: è tutta colpa dei governi precedenti! Almeno  Lui ha la decenza di non farlo…

Questo scenario è di facile lettura, soltanto i ciechi riescono a intravedere una ripresa dell’economia occidentale. E’ il sistema che è fallimentare fino alla sua estrema radice.

L’altro errore grossolano è stato quello di pensare di poter vivere da nababbi, al di sopra delle proprie possibilità, relegando un popolo infinito di schiavi lontano dai nostri occhi… sono gli stessi che oggi si accalcano alle nostre frontiere: ci hanno permesso di vivere negli agi per decenni. Non si è capito, o non si è voluto capire che la cultura occidentale andava salvaguardata, non imponendola a suon di bombardate, ma estendendo i diritti acquisiti dai lavoratori, in modo capillare e globale. Oggi ci stanno presentando il conto… e non è che l’inizio.

Io credo che l’unico modo per uscire dalla crisi, non stia nel cercare la crescita a tutti i costi, ma adattarsi a vivere in maniera misurata, perché una decrescita felice è possibile, e noi dobbiamo ragionare sul piano delle possibilità.

18 commenti su “La crisi non è globale, è Occidentale. La crisi non è passeggera, è radicale!

    1. Tisbe Autore del post

      Io credo che nonostante tutto sia una strada percorribile. Le risorse per tutti ci sono, a patto che non non ci siano i super ricchi mangiatori di tutte le risorse.

  1. linea gotica

    La decrescita invece è un tema da considerare: in una visione postmodernista, non possiamo credere (neppure pensare) in un progresso continuo che porti a un continuo consumo di risorse. le risorse sono limitate, ergo c'è un limite invalicabile dello sviluppo. non possiamo vivere al di sopra delle risorse disponibili.
    Che il sistema capitalistico consumistico sia in crisi è piuttosto evidente. l'ethos capitalistico protestante è stato da tempo spazzato via dall'ethos infantilistico consumista (Barber). Bisogna rivedere certe logiche poichè il "consumo" che sta trasformando le persone da cittadini a clienti, non è più sostenibile.
    Chiudo con la Cina. essendo un paese in via di sviluppo, non è in crisi poiché è ancora nella sua fase di crescita iniziale (che gli Usa avevano nel 1800), la crescita cinese si stabilizzerà appena giunto un certo limite, un po' come per tutti le economie emergenti orientali. Non è un fatto di politiche economiche migliori, ma dipende dal punto di sviluppo economico in cui si trova attualmente la Cina, in una ipotetica curva di crescita. http://lineagoticafight.blogspot.com/2011/08/dacl

    1. Tisbe Autore del post

      concordo con te sulla questione economica cinese, per questo motivo se non si procede con la decrescita consapevole verranno tempi BUI

  2. gennaro pannozzo

    Condivido pienamente. Le radici della crisi odierna sono nel trionfo del liberismo inaugurato dalla Tatcher e da Reagan, sotto la spinta dell'ubriacatura del capitalismo per la vittoria sul comunismo. La globalizzazione ha viaggiato sulle ali di questo neo-liberismo, praticato dai governi occidentali di centro-destra e "subito" dalle sinistre cosidette riformiste e dalle sinistre cosidette "radicali", ambedue incapaci di prospettare un'alternativa convincente e vincente, la prima per aver nei fatti inseguito al centro la destra e la seconda per essersi impantanata nella difesa dello staus quo! Edmondo Berselli prima di andarsene ha scritto un saggio profetico: "L'economia giusta". Potrebbe e dovrebbe diventare il manifesto della nuova sinistra riformista, ma non ne vedo traccia!.

  3. Raffaele Greco

    Il sistema è marcio fino alla radice. Beh, fino ad ora è andata bene un pò a tutti!
    Siamo una manica di nababbi? Certamente vero. I grandi gruppi industriali del paese sopravvivono sui finanziamenti che per anni sono stati erogati dallo Stato, senza inventarsi uno straccio di politica interna degli investimenti. Si guardi il caso Fiat, anzi, direi più il caos Fiat.
    Per anni i contribuenti hanno foraggiato gli incentivi che hanno mantenuto in vita il gruppo torinese il quale, nel momento della disperazione raccoglie armi e bagagli, saluta tutti, e si trasferisce negli States. E' colpa degli imprenditori se questo paese è al palo: per anni hanno campato sull'assistenzialismo statale senza inventarsi niente. I rampolli dei gruppi industriali nati negli anni del boom economico sono stati degli incapaci, affamati di guadagnarsi soltanto visiblità su televisioni, quotidiani e riviste patinate.
    E che dire delle piccole e medie imprese? Nel sud il 70% degli imprenditori è protestato, non può accedere al credito per la ritrosia delle banche, la crisi economica che ha messo a repentaglio la vita di tante imprese. Sono troppi i nodi da sciogliere per dare colpi a pochi. E' il sistema Italia, non solo quello politico, che dovrebbe rimboccarsi le maniche.

    1. Tisbe Autore del post

      Considerando la mole degli interventi pubblici a fondo perduto dati alla Fiat, credo che possa considerarsi di proprietà degli italiani, e pertanto andrebbe espropriata!

  4. Samuel

    Ricordate cosa è successo quando i contadini morivano di fame e i palazzi del governo sbordavano oro??? Ricordate quanti morti nella Senna..la rivoluzione francese..il caos..la gigliottina..tutti pagheremo la legge implacabile della natura e la nostra società diverrà instabile come in Marocco / Sirya / Libia e solo i più forti e violenti e determinati sopravviveranno. Il ritorno alla legge del più forte dove ora vige la legge del più furbo. Involuzione ?? Non saprei..

  5. Alibinograzie

    E che dire della Cina ? non si rispetta nessun contratto tipo dei lavoratori.Dobbiamo tornare a questo? Facile dare giudizi quando noi facciamo leggi , contratti,giusti(non potendocelo permettere?) e adottiamo tassazioni elevate e loro no.Insieme all'est del mondo non solo la Cina ma l'India,e il sud est asiatico tutto? Allora diventa facile dare addosso all'occidente.Dobbiamo rispettare i contratti, pagare le tasse, sentire ciò che dicono le varie agenzie di rating( repubblicani-democratici….senza interessi forzati …o no?????) o dobbiamo crescere come loro?

    1. Tisbe Autore del post

      ecco perché io ho parlato di estendere i diritti globalmente, non ha senso che ci siano in un solo pezzo di mondo… e ora ne paghiamo le conseguenze…

      1. apecheronza

        A Tisbe, secondo te perchè la germania ha unificato col cambio 1 x1 , mentre l'europa ha inglobato i nuovi mercati dell'est alle condizioni che sappiamo? sono perfettamente daccordo per l'estensione dei diritti acquisiti a livello globale, la globalizzazione accettabile sarebbe quella in cui una azienda occidentale andata a produrre in cina o altrove nel mondo in via di sviluppo avrebbe potuto produrre per tot anni solo per quel mercato. pensi che avremmo avuto questo caos?

        1. Tisbe Autore del post

          Appunto, si è commesso un grave errore con l'internazionalizzazione delle aziende italiane (pensa che io mi sono sorbita pure dei convegni) perché si prometteva alle suddette aziende di guadagnare sulla pelle dei lavoratori privi di diritti… tutto questo ci sta tornando indietro come un boomerang. L'arte predatoria, non paga e non si può staccare l'Economia dall'Etica. Averlo fatto conduce alla morte di "una" civiltà… Io credo che storicamente parlando ci troviamo in una situazione analoga al crollo dell'Impero Romano. Sopravviveremo, ma dovremo cambiare per riuscirci davvero.

  6. Antonio

    Ci sono molti sputni interessanti su cui riflettere nel tuo post e nelle osservazioni dei tuoi ospiti, da parte mia temo che questo sia uno dei capolinea del mito del progresso , e forse di qualcosa di ancora più grande, come quel concetto di razionalità che da tempo si è ristretta nell'angustia della razionalità strumentale ed economica (ne parlo nel mio post e non mi trattengo oltre). C'è un rammarico profondo da parte mia, pensare che se supereremo questa crisi faremo come per le precedenti, dimenticheremo tutto fino alla prossima. Hai ragione a sollevare il tema della decrescita, è molto importante ma temo che se questo argomento non si spoglierà di un atteggiamento quasi religioso, direi ascetico (a cominciare da Latouche) saranno troppo pochi a prenderlo sul serio…fino a quando non saremo costretti a farlo.

    1. Tisbe Autore del post

      "ma temo che se questo argomento non si spoglierà di un atteggiamento quasi religioso, direi ascetico (a cominciare da Latouche) saranno troppo pochi a prenderlo sul serio…fino a quando non saremo costretti a farlo" Condivido anche le virgole di questa tua affermazione. Grazie di cuore… leggerò il tuo post 🙂

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