Sogni infranti e fondi pubblici: una ricetta vincente per gli imbroglioni (irpini)

Non so cosa mi sia successo dentro, quali siano stati gli eventi scatenanti, ma sono stata colta da una rabbia che non sarà placata, perchè non c’è giustizia a questo mondo. A dire il vero, so bene cosa abbia innescato la miccia dell’indignazione, e cosa ha fatto riaffiorare ricordi di un dolore dimenticato da strati di indifferenza… quella peggiore, quella intorno a me.

E’ stata una foto vista per caso, la foto di una giovane redazione, piena di sorrisi, di speranze e di promesse, simile all’impressione di un’immagine di redazione di una decina di anni fa, anch’essa piena di speranza, giovane, proiettata verso un orizzonte di sogni… il sogno di realizzare una passione: quella del giornalismo.

E’ su sogni come questo, che speculano orde di arruffoni che si accaparrano fondi pubblici, e illudono gruppi di giovani con la promessa di avviarli ad una professione, e di sistemarli con un vero lavoro. La gavetta pare subito lastricata di sacrifici, ma il sogno è forte, è là che si mostra nel suo splendore, possibile… agguantabile.

Accetti di lavorare in nero, oppure ti fanno firmare contratti co.co.co  e co.co.pro orari impossibili, tipici di un lavoro subordinato protratto per 12 ore al giorno, senza domeniche, senza diritti, senza possibilità di ammalarsi. Perché non andare al lavoro se si è febbricitanti può significare essere immediatamente rimpiazzati…  si sa, i sogni piacciono a molti.

Ogni giorno è un lavoro di resistenza; ogni giorno si apre con la speranza di qualcosa di più sicuro, di più certo. Ogni giorno si apre con la speranza di essere ripagati per una parte dell’impegno profuso in un lavoro che appassiona, ma che comincia lentamente a logorare i nervi e la salute. E ogni giorno si chiude con l’ansia di un futuro incerto…

Perché gli arruffoni hanno ben altro in mente. Devono guadagnare, speculare e non c’è spazio, in questo gioco, per i sogni dei giovani. Succede così che le redazioni dopo un paio di anni vengono rinnovate e per liberarsi periodicamente delle persone “scadute” si mette in atto un meccanismo vergognoso. Il padrone fomenta la guerra tra i “sognatori”, e dopo un periodo di mobbing redazionale, la vecchia redazione viene sostituita da una nuova… carne fresca… altri sogni da depredare, altre energie da succhiare… e intanto i fondi pubblici, che appartengono alla colletività, finiscono nelle mani di personaggi senza scrupoli, che conoscono il subdolo mondo della politica e che sanno quali ingranaggi lubrificare. Succede in Irpinia, e non solo.

Intanto l’aspirante giornalista che si è fatto spremere come un limone, comincia ad avere dei seri dubbi sulle proprie capacità lavorative, perché è proprio questo sentimento di sfiducia che innesca volutamente il padrone:  il dubbio nelle proprie facoltà. Si compie un’autentica operazione di annientamento del proprio dipendente, con una tecnica spietata che sradica il sogno fin dalle profondità dell’animo. E questo è un sistema collaudato, perchè solo col trascorrere degli anni la vittima riesce a comprendere la gravità del trattamento che ha subito, e a capire quali erano i reali obiettivi degli pseudo datori di lavoro. Soltanto la distanza consente di mettere a fuoco il fatto.

Quei ragazzi della foto non lo sanno. Non sanno in che trappola si stanno cacciando… non sanno che fra qualche anno dovranno seppellire il loro sogno, quello stesso sogno, che, invece, ha fatto, e farà la fortuna di qualche imbroglione patentato!

6 commenti su “Sogni infranti e fondi pubblici: una ricetta vincente per gli imbroglioni (irpini)

    1. Tisbe Autore del post

      purtroppo, aggiungerei… eppure sarebbe dovuto andare diversamente! Io il Paradiso lo pretendo qui, e non in un ipotetico al di là

  1. vanna

    …invece qui ci tocca l'inferno e spero ardentemente che tutto finisca dopo il trapasso. Andare oltre sarebbe ingiusto e paradossale, come dire, la beffa dopo il danno.Passi pure che i nostri sogni siano stati ammazzati,ma è orribile che i sogni dei nostri figli non possano addirittura nascere.Un bacio al sempre grande Ofiuco,che dà voce anche ai miei pensieri.

    1. Tisbe Autore del post

      C'è una parte della nostra mente che tende a cancellare i ricordi dolorosi, e meno male! Ofiuco ti ringrazia per la grande stima che è RECIPROCA! E speriamo che i nostri figli se la cavino comunque (e parlo dei figli dell'umanità) T.v.b.

  2. Tisbe Autore del post

    Aggiungo che per questa gentaglia, non c'è crisi che tenga. Tolgono alle famiglie, ma non a questi marpioni che continuano a derubare denaro pubblico!

  3. LORELLA 107

    AGGIUNGO CHE PENALIZZARE LE PENSIONI IN UN MODO COSì ASSURDO E CRUDELE MI RIFERISCO ALL ATTUALE RIFORMA, NON AIUTERà CERTO I GIOVANI COME VOGLIANO FARCI CREDERE. ANZI COSì NON AVBRANNO NEANCHE PIù IL SUPPORTO DI GENITORI E NONNI E UN DOMANI SE CONTINUA COSì SE LI DOVRANNO PURE MANTENERE. DIVENTERà UNA GUERRA TRA POVERI E TRA GENERAZIONI, E CHI HA RIDOTTO L ITALIA IN QUESTO MODO CONTINUERà A TRIONFARE.

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