Teppismo cittadino o prove tecniche di rivoluzione?

Doveva essere una grande manifestazione gioiosa e pacifica, come nel resto del mondo, invece, l’Italia ha mostrato, tanto per cambiare di essere profondamente diversa dal resto del mondo. L’Italia è una grande anomalia. Ma andiamo per gradi. Anche io sarei andata a Roma se non fosse che ogni ottobre, da qualche anno a questa parte, ho problemi di salute. Poi è successo che sono incappata in un video ed ho cominciato a pormi domande. Chi è che ha organizzato queste mega manifestazioni in 900 piazze del mondo? Possibile che questo movimento sia nato dal basso? Chi trae vantaggio da queste manifestazioni, quali sono i due grandi poteri che si fronteggiano e si giocano le sorti del pianeta?

Mentre ero assorta in questi pensieri, ecco che cominciano ad arrivare pessime notizie da Roma.

E su questo è doveroso fare un appunto ai nostri media, i quali hanno dato troppo rilievo agli scontri, dimenticandosi di parlare delle ragioni dei manifestanti. A chi è rimasto a casa cosa è giunto della manifestazione? Perché i nostri media non si sono comportati come i cugini francesi, i quali hanno dedicato solo un trafiletto ai guastatori? E’ chiaro che per gli scontri non  si è festeggiato solo nel Palazzo, ma anche nelle varie redazioni.

C’è un altro fatto che resta molto sospetto: la mancata presenza dei leader politici nei cortei dei manifestanti. Che fossero già al corrente del grande rischio? E se così fosse perché il ministro Maroni non ha pensato di sospendere le partite di calcio e di far confluire a Roma più poliziotti, come fanno notare i sindacati di Polizia?

«Se i poliziotti distratti presso gli stadi per le partite di calcio fossero stati impiegati per la manifestazione, gli incidenti e i danni sarebbero stati sicuramente molto meno gravi». E’ quanto dichiara il segretario generale dell’Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti in merito ai disordini di Roma.

Tuttavia anche sull’operato della polizia ci sono ombre da dissolvere. Alcuni manifestanti hanno scritto su Twitter e sui loro profili facebook, che la Polizia ha assistito impassibile alle devastazioni poste in essere da qualche centinaio di “Black Bloc” ed è intervenuta caricando con camionette e lacrimogeni il corteo pacifico, secondo un copione già visto a Genova, durante i fatti del G8, nel 2001.

Le cose sono andate diversamente da Genova, perché i partecipanti si erano preparati ad isolare i violenti, ed hanno collaborato con le forze dell’ordine, evitando di cedere alle provocazioni. Anche sui Black Bloc la questione appare tutt’altro che chiara. Le ipotesi sono tante, e tra le più accreditate, si pensa che siano al servizio di qualche potere parastatale secondo una tecnica invocata da Cossiga.

Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.[…] Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. […] Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio.

Eppure guardando attentamente le immagini e i filmati, personalmente sono portata a credere che si tratti di teppisti da stadio, giovanissimi e senza appartenenza politica.

Per farla breve, i lati oscuri sono tanti, come spesso accade in Italia, e ci sono italiani che non si meravigliano della piega violenta che ha preso la manifestazione considerando l’inefficienza e l’incapacità del governo italiano di fronteggiare la grave crisi economica. Una crisi che pesa sulle spalle della gente a basso e medio reddito. Una crisi affamante che potrebbe convingere i più pacifici a sposare la causa della rivolta popolare. Una rivolta, che nella mia ottica non risolverebbe nulla della condizione umana, perché sarebbe strumentalizzata, comunque, da uno dei poteri forti per avere la meglio sugli altri.

↔ si ringrazia Tafanus per la foto

Mi è stata segnalata una interessante testimonianza di un poliziotto, vale la pena leggerla tutta, contiene spunti per riflessioni serie:

[…]La condanna delle forme di violenza è alla base della civiltà e della convivenza e questo è il primo punto fermo; il secondo è la libertà di espressione e di manifestare nel rispetto della leggi, questo purtroppo non è avvenuto e la responsabilità va attribuita allo Stato che attraverso le sue Istituzioni non è riuscito a garantire lo svolgimento di una manifestazione.[…] Perché le Istituzioni non riconoscono di aver fallito? L’ordine Pubblico di ieri è stato fallimentare e ha segnato una sconfitta per tutti noi. Ieri se non fossi stato di servizio avrei partecipato con mio figlio, qualcuno forse può darmi del violento o tacciarmi per uno che non contrasta la violenza? […]I modelli di ordine pubblico non si creano con un giorno ma se per anni si svuotano di significato gli apparati investigativi (con tagli o continui prelievi per pattuglioni e ordine pubblico) resta solo il modello “militare” fatto di un’enorme “fanteria” dislocata per strada senza una preparazione adeguata e senza equipaggiamenti. […] Noi che facciamo sindacato e conosciamo i meccanismi interni le pecche di un modello militare che è solo scenico, dove la preparazione e la professionalità sull’ordine pubblico sono subordinate alla “scenografia”. Quando poi si creano situazioni di guerriglia urbana è difficile tenere la situazione sotto controllo, se non si riesce  a prevenirle dopo diventa difficile, se non impossibile, gestirle. In altre occasioni si è bonificato il percorso, sono stati tolti i cassonetti e  sigillati i tombini proprio per prevenire incendi e la possibilità di alzare barricate.[…]

10 commenti su “Teppismo cittadino o prove tecniche di rivoluzione?

  1. Tisbe Autore del post

    Fin da quando, a maggio, il movimento degli "indignados" cominciò a muovere i suoi primi passi in Italia, sono entrata in contatto con loro per capire di che pasta fosse questa protesta "contro il neoliberismo". La pasta era qualunquista. La maggior parte si rifiuta di riconoscere che esistono già movimenti, partiti e piattaforme politiche che portano seriamente avanti quelle stesse istanze, la maggior parte ragiona all'insegna del "fascisti e comunisti tutti uguali" (si può mai dire una cosa del genere IN ITALIA? La conoscono la storia di QUESTO paese?). Ieri la manifestazione non è stata rovinata da "infiltrati" (che se pure ci sono stati hanno dovuto faticare ben poco…) ma da ragazzini di 16 anni o poco più (skinhead e ultrà, basta con i black block, che in Italia non sono mai esistiti) che non hanno trovato ALCUNA resistenza e sono arrivati senza problemi alla testa del corteo, prendendo in ostaggio centinaia di migliaia di persone che avevano istanze sacrosante ma che non avevano idea di che fare, come muoversi, dove andare per continuare a manifestare… Gli "indigandos" hanno fatto leva su sentimenti giusti e condivisi, ma per gestire una piazza plebiscitaria come quella di ieri ci volevano palle, competenza e riferimenti politici. E loro non avevano nulla di tutto questo. Non sono stati in grado di gestire qualcosa che era largamente prevedibile, come la violenza insensata, da stadio, la violenza tipica del "noi contro gli sbirri". Troppo facile parlare di 99% contro 1% e dividere il mondo in buoni e cattivi. Se il 99% non sa darsi un sistema che sia capace di portare i cortei esattamente dove devono andare, allora c'è un problema. La polizia ha fatto quello che voleva: ha abbandonato il corteo, lasciando esche per i facinorisi lungo la via (che sono state MANGIATE TUTTE, poveri fessi…) e li ha "aspettati" nella piazza che doveva essere il luogo di arrivo e di SINTESI POLITICA della giornata, poi ha spaccato il corteo in più punti e a piazza San Giovanni ci sono arrivati in pochi, pochi che se ne stavano a 10 metri dall'inferno senza poter accedere a San Giovanni (quando avrebbero potuto invece occuparla pacificamente e isolare da sé i violenti, se solo la polizia non avesse accennato la carica almeno 3 volte…) perché la polizia carosellava con i blindati e giocava al gatto e al topo con un centinaio di ragazzini. Queste cose, nelle manifestazioni serie e organizzate, non accadono MAI. (Anna su Facebook)

  2. Max

    Sono sempre più convinto che i black bloc siano stati inviati da qualcuno(politici?). Ci sono troppe cose che non quadrano. Perchè i media(compreso il Tg1) hanno pubblicizzato questa manifestazione la settimana scorsa? Non trovi che sia strano? L'unica cosa certa è che ora i media parleranno solo degli scontri. Nessuno menzionerà le tematiche degli indignados…

    1. Tisbe Autore del post

      Infatti uno degli aspetti più inquietanti è proprio il comportamento del Tg1 notoriamente ed abitualmente omertoso circa le manifestazioni. In modo insolito ha dato molta rilevanza alla manifestazione del 15 ottobre, e questo è molto sospetto!

  3. Antonio

    A proposito del filmato che proponi, e se la manifestazione del 19 novembre fosse organizzata dall'ex KGB? a volte partire da realtà sembra troppo banale? Se la realtà è ignota, e ammetto che possa esserlo, torna difficile immaginare come il delirio possa avere uno statuto di verità maggiore.

    1. Tisbe Autore del post

      Il fatto che io abbia proposto il video (il primo nella sequenza) non vuol dire che io lo condivida in toto. Semplicemente mi ha fatto riflettere su aspetti che non avevo preso in considerazione, e mi piace leggere la realtà da pià angolazioni… Di solito le grandi masse non si muovono mai per un movimento da basso, basti pensare alla madre di tutte le rivoluzioni, quella francese, che fu strumentalizzata dai borghesi per liberarsi definitivamente della classe aristocratica. I poveri rimasero poveri 🙁

    1. Tisbe Autore del post

      Sì, infatti ci sono i soliti che ragionando con tanto di paraocchi ideologici si sono affrettati a concludere che i responsabili del saccheggio di Roma siano i comunisti. Che menti eccelse!

      1. GIUSTIZIERE

        NON SONO MENTI ECCELSE……..E' LA SACROSANTA VERITA CHE A VOI COMUNISTI DA MOLTO FASTIDIO…………….
        A PROPOSITO DEI MANIFESTANTI…………….CERANO UN CASINO DI GENTE DEI CENTRI SOCIALI………..E QUI TUTTI SANNI DA CHE PARTE POLITICA STANNO.E I DANNI CHE FANNO A QUALSIASI MANIFESTAZIONE POLITICIZZATA……………….

        A BUON INTENDITORE POCHE PAROLE…………

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