Il mercato della politica

Se pensate ancora che il governo sia una questione di democrazia, scordatevelo! Nulla di tutto questo appartiene all’Italia dei nostri giorni. Mi è capitato sotto tiro un bell’articolo di Lettera 43, con l’analisi attenta della giornataccia che ieri ha vissuto il governo:

In un clima politico del genere, non ha sorpreso la decisione del governo di cancellare dal calendario di novembre della Camera la votazione sul tanto discusso ddl intercettazioni.
IL CAV DOVRÀ STRIGLIARE I SUOI. E adesso anche il premier, a furia di ostentare ottimismo («siamo coesi, abbiamo i numeri per fare le riforme»), dovrà riflettere e strigliare i suoi.
Perché la lista dei ruzzoloni più o meno eclatanti comincia ad allungarsi: l’ordine dei dentisti, l’8 per mille, il rendiconto sul bilancio statale che quasi ha aperto la crisi fatale, l’uso del metano o le cinque cadute in un solo giorno a settembre.
Non basta compattarsi sulla fiducia e poi andare sotto su tutto il resto.

Molti sostengono che in Italia non c’è un’alternativa a questo governo, io, invece, sostengo qualcosa di molto diverso. Premetto che il Pd non mi piace e non mi rappresenta in quanto troppo cattolico e liberale per i miei gusti, ma credo che il suo problema, non sia affatto politico, e non sia affatto di consenso!

L’unico problema dell’opposizione sta nella incapacità di comprarsi i parlamentari al momento di incassare la fiducia. Già, perché il Parlamento italiano è diventato un mercato, e vince chi ha più soldi. Considerando la qualità degli eletti col sistema “Porcellum”, per governare bisogna investire molto, ma molto denaro. Facciamo una colletta, autotassiamoci e consentiamo al Pd di comprarsi i parlamentari. E’ l’unico sistema per liberarci di un incubo che dura decenni.

Ps: ci stiamo avvicinando al ventennio 1994-2014 … e qualcuno dovrebbe ricordare a Berlusconi che non è di buon auspicio…

4 commenti su “Il mercato della politica

  1. Daniele

    Senz'altro è così. Tieni anche conto che, se non si cambia la Legge elettorale, continuerà. Mi pare impossibile che NON ci siano persone oneste a cui affidare le sorti di uno Stato. Forse la Democrazia non esiste, ma solo una scala di dis-valori e di percentuali di compra-vendita.

  2. roberto mazzuia

    la colletta la farei per comprare qualche mitra al mercato nero.
    il PD avrebbe altri strumenti, che non ha usato e non userà, perché i figli del porcellum stanno anche in mezzo a loro e poco importa che la legislatura finisca con B. in sella o no, basta che arrivi al termine…

  3. duhangst

    Il PD ha tante anime, ma le sue idee sono inversamente proporzionali a quest'ultime. Tutti puntano sul liberismo economico.. E questo non depone a suo favore, per quel che mi riguarda.

  4. Linea Gotica

    berlusconi si è reso conto che a febbraio perderebbe di brutto, alfano sarebbe bruciato, per questo a mio avviso aprirà a un governo tecnico di larghe intese il quale prenderà provvedimenti elettoralmente impopolari. Così le scelte impopolari saranno ascrivibili a tutti e non solo al suo governo, che potrà ripartire in campagna elettorale "ripulito" da certe responsabilità. La Lega ha lo stesso interesse, ma chiamandosi fuori dalle larghe intese. Come IDV potranno dire: i partiti che hanno sostenuto il governo tecnico vi hanno chiesto sacrifici, noi no. Per questo Casini vuole Bersani dentro, le responsabilità (con possibili ripercussioni elettorali) dovranno essere di tutti. Quindi PDL e Terzo polo (tutti colpevoli nessun colpevole); Lega e IDV (noi eravamo fuori colpevoli gli altri). Il PD? ah già ci sono anche loro, qualcuno li svegli…

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