Le macchie sul muro imperfetto della vita

Sono assente.

E’ una storia cominciata tanti anni fa, quando ero bambina, complice l’atmosfera misteriosa dell’Irpinia. Di tutti i suoi aspetti è quello che maggiormente si è incarnato dentro di me.

Sono sempre stata assente.

Ricordo le gelide serate invernali, prima di addormentarmi, al fuoco del camino, in un letto ricavato chissà come, in una casa dove potevi sentire le forze della Natura penetrare dentro e dominare ogni cosa, dove la precarietà era l’unica certezza della giornata. Io fissavo lo sguardo sulle pareti grossolane… Lì, prendeva forma il mio mondo, la via di fuga maestra da ogni disagio. Scappavo dal freddo, dalla paura, dall’ansia… mi rifugiavo in quel mondo di immagini ricamate. Le macchie sul muro imperfetto prendevano forma e vita e si trasformavano in folleti, in fate, in personaggi misteriosi, in animali dalla forgia inusuale … in quel mondo mi perdevo, fino a quando la stanchezza non mi chiudeva gli occhi e mi trascinava in quel riposo, unico momento che dava senso allo scorrere dei miei giorni…

A volte penso che è in quel riposo che vorrei tornare, ora che nella mia casa ho scelto di non levigare le pareti, perché la sera, dopo una giornata vissuta in un mondo sbiadito e scolorito, vittima di una forma priva di sostanza, mi stendo sul divano e fisso il soffitto… e proprio lì ricomincio a vivere, mentre riaffiorano quelle strane creature. E aspetto di chiudere gli occhi, in attesa dell’antico riposo …  dove ricomincia la vera vita.

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