L’Orizzonte della vecchiaia

Quella notte il vecchio non aveva dormito granché e si era svegliato in preda all’irrefrenabile desiderio di lasciare la valle e spingersi sul monte per riprovare quella strana ebbrezza che sentiva di fronte al panorama disteso ai suoi piedi. Si era coperto alla meglio, come la stagione richiedeva, con scarponi pesanti, passamontagna e guantoni, ed infine aveva indossato il mantello che giaceva da anni dimenticato nell’armadio di una stanza dismessa. Appena lo indossò, avvertì un brivido caldo lungo la schiena, era lo stesso che da giovane lo faceva sentire impavido come un Brigante. Chiamò a se il vecchio Buck, un bastardo che gli teneva compagnia da dodici anni, e prima di partire si fissarono immensamente negli occhi, ed ognuno colse, nello sguardo dell’altro, l’essenza stessa della decadenza.

Partirono all’alba inerpicandosi per il viottolo che portava a “preta incavata” il luogo principe per sporgersi e sentirsi ai confini del cielo, lontani dalla rumorosa ed angosciante civiltà umana. Il percorso sembrava più lungo, e sovente i due amici avvertivano la necessità di fermarsi a riposare, poi, rinfrancati, riprendevano la salita. Ma la montagna non ama essere violata, nemmeno da chi la ama profondamente, e così, i due sprovveduti furono sorpresi dalla nevicata. Cominciò prima lieve, in modo da non intimorire il vecchio e costringerlo alla resa, e pian piano divenne abbondante, fino a trasformarsi in una vera bufera. Il vecchio, aggrappato al suo cane, lottava con tutte le sue forze contro il vento che lo spingeva con violenza; sentiva la neve penetrargli in bocca e nel naso, gli mancava il respiro … e a tratti sentiva vicino la fine. Quindi decise di fermarsi e di accucciarsi a terra dietro un riparo naturale che lo proteggeva almeno dal vento, tirò a sé il cane, ed entrambi avvertirono il calore rassicurante della vita dell’altro. La neve li coprì, e in quel rifugio immacolato si sprigionò un tepore dal sapore salvifico: si addormentarono.

Il vecchio, con sua grande sorpresa, si svegliò, mentre il cane era già sveglio e gli leccava delicatamente il viso. Si scrollarono di dosso la neve e si guardarono intorno: mancavano pochi metri a “preta incavata”. I due s’incamminarono e nella neve le orme si spinsero verso il precipizio. Si fermarono sull’orlo dell’universo, mentre il sole illuminava il paesaggio; con gli occhi languidi, guardarono la valle dall’alto. L’orizzonte era immenso e aveva l’odore della speranza. In quell’istante un cruccio s’impadronì dell’animo del vecchio: quell’orizzonte apparteneva alla gioventù. I vecchi non avevano orizzonte, esattamente come chi vive immerso nella valle. Sentì di aver sfidato una legge immutabile e mai scritta, guardò gli occhi del suo cane e pensò che avrebbe voluto salutare il mondo in questo modo, in un ultimo slancio verso un orizzonte pieno, come quello di chi resta eternamente giovane…


Autore: Tisbe

Qui... sono solo Tisbe. Non lo so chi sono! A volte mi sento speciale, altre volte una nullità. Ho un'età indefinibile: mi sento secolare, eppure anche e soprattutto giovane. Le persone che mi conoscono profondamente mi vogliono bene, le altre non so... e sinceramente non mi interessa.

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10 Comments

  • vanna
    10/12/2011 | Permalink | Replica

    E' bellissima. Ci vedo un'ombra autobiografica, ma forse è solo la mia impressione. Spesso penso alla vecchiaia, non mi spaventa, così come non mi spaventa la morte. Ho solo il timore di diventare un peso per chi potrebbe essermi accanto, e di questo, confesso ho TERRORE allo stato puro.__Se ciò dovesse succedere, mi avvierei senza timore verso il precipizio, sicura di fare la cosa giusta, senza rimpianti e rimorsi verso chi mi vuol bene…….tutto ciò anche prima di diventare vecchia, se dovesse essere necessario.Baci, compagna.

  • 17/12/2011 | Permalink | Replica

    Lo ripeto anche qui… dovresti scrivere un altro libro ;-)

    • 17/12/2011 | Permalink | Replica

      ahahahahah T****es mi vuoi provocare! Ci vorrebbe tempo, serenità , ma al momento, non ho né l'uno, né l'altro ;-D

  • 01/01/2012 | Permalink | Replica

    "E basta con 'sta pace e serenità!

    Ti auguro di fare un cazzo e guadagnare tanto.

    Di fare sesso tutte le volte che vuoi e con chi vuoi.

    Di vincere la lotteria con un biglietto che hai fregato.

    Che le cose peggiori che hai pensato per chi ti sta sulle palle si avverino."

    Carissima amica, buon anno!!! :-*

    • 01/01/2012 | Permalink | Replica

      Davvero un insolito e bell'augurio. Grazie vedrò di impegnarmi ;-) RICAMBIO <span class="idc-smiley"><span style="background-position: -12px 0pt;"><span>:-D</span></span></span>

  • Maria
    21/01/2012 | Permalink | Replica

    e così bello questo racconto

  • pibios
    23/01/2012 | Permalink | Replica

    bellissimo
    mi ricorda invero qualcosa di già letto ma, fondamentalmente mi riporta alle mie passeggiate montane solitarie di pensionato.
    E' vero che pur sentendosi vivi il pensiero della morte è la novità della vecchiaia.

    PS ma dov'è "a preta incavata"

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  • www.blog-news.it

    10/12/2011

    L’orizzonte della vecchiaia…

    Quella notte il vecchio non aveva dormito granché e si era svegliato in preda all’irrefrenabile desiderio di lasciare la valle e spingersi sul monte per riprovare quella strana ebbrezza che sentiva di fronte al panorama steso ai suoi piedi. Si era cope…