Dal romanzo decadente alla speranza dei bambini

Ho aspettato queste vacanze animata da un forte desiderio di evadere tra le pagine di un buon libro, ma un po’ di sofferenza fisica e gli appuntamenti conviviali non mi hanno concesso di organizzarmi in tempo utile. Così, trascorsi i primi giorni di riposo, mi sono recata in libreria per acquistare il romanzo “Furore“, scelto a pelle, per assecondare il clima decadente  che si respira in questi tempi di crisi economica, ma non l’ho trovato. Certo, avrei potuto optare per “I Buddenbrook”  di Thoms Mann, ma al momento ho preferito fare un giro fra gli scaffali, in attesa che un libro mi chiamasse e mi scegliesse.

Ho una stranezza da confessare, io leggo libri rigorosamente vergini, che non ha letto nessun altro prima di me, quindi non li prendo mai in prestito  nelle biblioteche, non per un capriccio, ma perché i pensieri dei lettori che mi hanno preceduta mi infastidiscono e mi creano una sorta di confusione mentale che non mi consente di concentrarmi e di penetrare l’essenza del libro.

Improvvisamente sono stata attratta da un titolo “Dalla parte dei bambini”, perché si trattava di un déjà vu. Nell’ultimo anno sono stata ossessionata da questo mantra: dalla parte dei bambini, ed eccolo materializzarsi davanti a me sotto forma di libro. Non ho avuto esitazioni, l’ho preso. Non è esattamente il tipo di lettura che avrei voluto affrontare, ma mi ha cercato, ed un significato ci deve essere per forza.

Da sempre sono stata dalla parte dei bambini, perché ricordo perfettamente cosa significa esserlo. Non ricordo nitidamente i fatti o gli eventi, ma le sensazioni che mi accompagnavano quando dovevo subire le vessazioni stupide degli adulti. Ricordo bene come fossero totalmente incapaci di comprendere il mio mondo, come fossero dotati di paraocchi e schemi mentali statici e come non fossero in grado di vedere l’orizzonte che io, invece, potevo vedere. La condizione privilegiata dell’infanzia veniva costantemente mutilata dalla pochezza e dai limiti della condizione adulta.

Trovavo le persone grandi di una miseria e di una stupidità infinita. Non erano in grado di insegnarmi niente, perché erano talmente coinvolte nella loro ossessione per la sopravvivenza, che avevano dimenticato la magia creativa dell’apprendimento.

Il mondo adulto commette quotidianamente un’azione repressiva nei confronti del coraggio poietico dell’infanzia. L’orrore sta nell’obbligo all’omologazione, nella divisa esteriore ed interiore che ti costringono ad indossare … un orrore al quale ho sempre tentato di sfuggire.

Ma “Dalla parte dei bambini” di Grazia Honegger Fresco, non parla di questo …  fa comunque riflettere e montare la rabbia, parla di scuola, di Costituzione, apre con Calamandrei, ma ne parlerò in un altro post. Per ora vi basti sapere che leggere apre gli orizzonti e ci permette di viaggiare lontano…

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