Gli italiani preferiscono i comici

Sono una di quelle persone che abitualmente non guarda Sanremo, e non per spocchia, ma perché non mi piace. Eppure, quest’anno, forse perché avevo lasciato inavvertitamente il canale tv sintonizzato su Rai1, e mi ha colpito positavamente l’anteprima delle due Jene, ci sono entrata dentro e non ci sono più uscita. L’ho guardato per tutte e cinque le serate, tenendo d’occhio anche facebook, aggiornato con numerosi twitt. Ora posso dirlo, e non m’importa di quello che penserete di me: a me Sanremo 2012 è piaciuto, molto. Perché gli italiani sono nati per fare polemica sul nulla. Tutti presi dalla loro smania di sembrare fighissimi ed anticonformisti, si sono omologati aggiornando in tempo reale i loro status, in funzione esclusiva di una critica feroce nei confronti della tradizionale gara canora italiana. E già qui, emerge qualcosa che non mi quadra. Gli italiani sono tendenzialmente masochisti, perché una persona mentalmente sana, non guarda per cinque sere consecutive uno spettacolo che non le piace. Me li sono immaginati tutti sottoposti al trattamento Ludovico, legati ad una sedia come Alex  e costretti a guardare Sanremo fra forti dolori e conati di vomito.

Gli italiani sono anche lagnosi e vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto. Nessuno ha ringraziato mamma Rai per il livello di altissima qualità raggiunto durante la serata del 16 febbraio. Tra i tanti ospiti di prestigio che hanno duettato con i concorrenti in gara, spicca l’esibizione della magnifica Patty Smith che sul palco dell’Ariston ha interpretato il capolavoro italiano della musica progressive: Impressioni di Settembre dei Pfm. Fosse anche solo per questo, Sanremo ne è uscito in piedi. Assistere ad uno spettacolo del genere capita una volta sola nella vita.

Ma procediamo per ordine.

La prima serata esplode il caso Celentano, ribattezzato da tutti, il predicatore. Sarà perché io a Celentano e Morandi sono legata da ricordi infantili, sarà perché sono stati la colonna sonora delle mie vacanze in Germania, sarà perché grazie a Morandi ho conosciuto testi di impegno civile come quello dedicato a Sacco e Vanzetti, ma l’attacco nei loro confronti mi ha infastidito. E sono rimasta allibita quando dall’Ariston è stato contestato il molleggiato, che in tutta umiltà ha smesso di parlare e ha dato spettacolo, con l’amarezza nel cuore … era evidente. Al posto suo io non avrei cantato per degli ingrati. Forse si è espresso male, ma il suo messaggio è semplice, molto semplice, ed io lo condivido anche. Ma quale predica? Celentano ha semplicemente affermato che la Chiesa non deve condizionare la vita politica italiana! Ma queste eresie, in un paese ultracattolico come il nostro non si possono dire. Ecco da dove nasce la vigliacca contestazione a Celentano.

Secondo step. La farfalla di Belen. Si è visto palesemente che Belen, tra l’altro donna bellissima e seducente, ha volontariamente mostrato lo spacco inguinale del suo vestito, in vista delle successive polemiche. Un pubblico intelligente avrebbe lasciato cadere nel nulla la cosa, per scoraggiare anche future emule. Ma siamo in Italia, e agli italiani piace disquisire del nulla, quindi Belen è diventata un caso nazionale. Rimarrà nelle cronache a futura memoria. In questi frangenti gli italiani si ricordano della dignità calpestata delle donne, in realtà, non sono spettacoli come Sanremo a declassare la figura femminile, ma è un maschilismo strisciante presente in tutto il mondo patriarcale e più accentuato in Italia, dove forte è la pressione misogina dei cattolici che cominciarono il loro lavoro di relegazione delle donne quando assassinarono senza pietà la scienziata Ipazia. Gli italiani non si offendono quando le donne vengono uccise, seviziate, violentate, spesso nelle quattro mura domestiche, si offendono perché Belen ha fatto vedere la farfallina.

Agli italiani Sanremo non è piaciuto, ma lo hanno guardato tutti.

Agli italiani sono piaciuti Luca e Paolo, Siani, Rocco Papaleo e Giuppi.

Agli italiani piacciono i comici, per questo ne hanno messo uno al governo per ventanni.


3 commenti su “Gli italiani preferiscono i comici

  1. wiBlog

    Visto che insisti, riporto il commento che ti avevo lasciato in chat: "cmq questa polemica dei compensi esce sempre quando nn si parla di persone di cdx… che stronzi! lo hanno fatto pure con Santoro ma mica con Vespa! Eppure gli ascolti li faceva Santoro. Stessa cosa per Saviano, lui è stato criticato mentre Sgarbi no. Per non parlare di persone come Ferrara… la cosa assurda che questi personaggi, cioè Ferrara-Vespa-Sgarbi, sono anche tra i primi accusatori di Santoro-Saviano-Benigni… eppure basterebbe vedere i risultati per far tacere le critiche… ma si sa, la meritocrazia in Italia nn è mai esistita!"

    Ciao Tis, un caro abbraccio rosso 🙂

    1. Tisbe

      Probabilmente richiedono alla gente dell'area di sx una coerenza che non è richiesta a quelli del cdx che per definizione riconoscono il diritto all'arricchimento individuale. Dimenticano, però, di considerare la realtà, in altre parole che noi comunisti e più genericamente noi gente di sx siamo costretti a vivere in un sistema che non riconosciamo e dobbiamo pur sopravvivere inattesa di tempi migliori che vedano raccolte le nostre giuste istanze. A spesso contestano di vere una casa di proprietà (in realtà per ora è della banca) ma cosa dovrei fare secondo loro? Vivere sotto i ponti? Visto che il sistema non è comunista e non prevede una sistemazione anche per me … Bah O sono stupidi, o fanno gli stupidi

  2. Ernest

    agli italiani non piaceva Berlusconi, lo hanno vota tutti (quasi), non lo dicono, non l'hanno ammesso e non lo ammetteranno,
    Stesso copione direi.
    un saluto

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