A pochi chilometri da Avellino, una nuova speranza per le decine e decine di ammalati di sclerosi multipla irpini affetti da CCSVI, insufficienza venosa cronica cerebrospinale, che secondo il professor Paolo Zamboni, direttore del Centro Malattie Vascolari di Ferrara ha una stretta correlazione con la Sclerosi Multipla
La speranza per i pazienti è nella nascita a Benevento di un centro specializzato nella diagnosi della CCSVI. Si tratta dello Studio medico del dottor Alessandro Rosa che, grazie all’utilizzo di una speciale apparecchiatura la “Esaote Mylab Vinco”, può diagnosticare la malattia.
Alessandro Rosa, nel suo centro medico di Benevento, sito web www.diagnosiccsvisclerosi.it , accoglie ogni giorno numerosi pazienti provenienti da tutt’Italia pronti a sottoporsi agli esami diagnostici per misurare il livello di insufficienza venosa cronica cerebrospinale ed eventualmente sottoporsi all’intervento chirurgico con il quale è possibile ridurre tale patologia.
Il dottor Rosa ha studiato a fondo questa malattia grazie ad un corso di specializzazione effettuato a Ferrara con il professor Paolo Zamboni ed è convinto che possa rappresentare più di una speranza per le migliaia di persone affette da sclerosi multipla.
In Italia, infatti, sono circa 60.000 gli ammalati affetti da sclerosi multipla.
La CCSVI è curabile attraverso un semplice intervento di angioplastica dilatativa, che ha l’effetto di “liberare” le vene cerebrospinali e consentire un adeguato flusso del sangue, alleviando in questo modo molte delle sofferenze dei malati di Sclerosi Multipla (vertigini, stanchezza cronica, parestesie, per citarne alcuni), migliorandone dunque le condizioni di vita.
Per ottenere una diagnosi della CCSVI è sufficiente sottoporsi ad un esame EcocolorDoppler venoso, con il quale si misura la circolazione transcranica ed extracranica e si valuta la presenza di alcuni parametri che determinano l’andamento della malattia.
“Attraverso l’utilizzo dell’ apparecchiatura, l’Esaote Mylab Vinco, – spiega il dottor Alessandro Rosa – si rilevano i 5 parametri che danno forma alla CCSVI. Se il paziente risulta positivo ad almeno due di essi si rende necessario l’intervento, che altro non è che una semplice angioplastica che si effettua in anestesia locale e con la quale si eliminano i restringimenti ristabilendo il normale flusso di sangue”.
Ed i risultati sono davvero interessanti, come testimonia anche il presidente onorario dell’Associazione Ccsvi nella Sclerosi Multipla Onlus, Nicoletta Mantovani, la vedova di Luciano Pavarotti, affetta da Sclerosi Multipla che si sta battendo affinché venga data maggiore attenzione al metodo Zamboni.
“I risultati su pazienti affetti da CCSVI e Sclerosi Multipla sono incredibili – afferma il dottor Rosa -. A seguito dell’intervento di angioplastica le funzioni corporali migliorano, c’è una ripresa fisica e mentale dei pazienti e questo nonostante, la cosiddetta medicina tradizionale, appaia ancora scettica rispetto a tale metodo che è già stato sperimentato con successo , in Italia e nel mondo, da migliaia di pazienti”.





