Il piazzista di organi

A Roma, tempo fa, la polizia ha fermato un piazzista, un commesso viaggiatore americano, un venditore a porta a porta. L’americano è un rappresentante di cuori, cornee, fegati, pancreas e reni. C’è un mucchio di gente in attesa di trapianto. Liste d’attesa interminabili. Pochi donatori, molti malati. Il costo di un rene è di 20.000 dollari più IVA. Trentacinque milioni circa. Per cuore e pancreas non c’è prezzo, si aggiudicano al miglior offerente. Sapete fratelli, senza un rene si può vivere, senza una cornea si può vedere ancora con l’altra, ma senza cuore – come dire? – o la borsa o la vita. Idem per il pancreas. Organi che possono essere trapiantati da persone regolarmente defunte e preconsenzienti.

Così, i piazzisti di cuori girano il mondo come trottole. Non sono solo americani, ve ne sono anche di Milano e di Firenze. Hanno frequentato i licei degli Scolopi e dei Fratelli delle Scuole Cristiane, hanno visto Titanic con i loro bambini seduti accanto a voi al Metropolitan di Roma, ridono alle battute di Pippo Franco e Oreste Lionello e il lunedì, famelici di risultati, si tuffano nella Gazzetta dello Sport. Poi baciano la moglie sul naso… (Lei sussurra: “Non ti stancare troppo. Ti ho stirato il pigiama, te l’ho messo in valigia con le pillole per la pressione”)… E partono sui jumbo, in “magnifica” o in “business”.
Tre poltrone. Lui, il rappresentante di cuori, davanti, in gessato e Church lucidate, e molte file indietro, in turistica, due sgherri che finge di non conoscere.

Destinazione: America Latina (Brasile e Argentina) , India (New Delhi) o qualche villaggio di pescatori nelle isole dell’Arcipelago di Hong Kong.
Sapete come si fa? Conosco il gioco: Si compra un bambino per pochi dollari da una famiglia così affamata che il cannibalismo è una speranza. Il nostro rappresentante sarà molto convincente, prometterà adozioni internazionali e pagherà poco ma cash. L’adottato saluta mamma e papà. Immaginatevi la sua piccola mano magra in quella grande e paterna del commesso bianco. Girato l’angolo di casa, entrano in azione gli sgherri che prelevano il piccolo, mentre il piazzista sale in hotel a rinfrescarsi. Lo portano in una clinica degli orrori, l’ammazzano e congelano il pancreas e il cuore.

E’ dura la vita di un commesso viaggiatore. Ancora taxi, aereoporto, check-in, fusi orari, lunghe traversate. Ma all’arrivo in Europa o negli States è accolto come un ambasciatore. Un apostolo della salvezza, un benefattore. Le sue mani dalle unghie curate fanno scattare la serratura d’oro della ventiquattr’ore. Egli apre il dépliant a soffietto, con merci fresche e prezzi. Il cuore del bambino centomila dollari, esclusi viaggi, mance, e lunghe telefonate intercontinentali (“Lo sai quant’ha preso in matematica Giacomo ? Sette !”) Lui sì che è un bravo bambino, e il piazzista gli sta pianificando l’avvenire.
Gli ha già comprato le azioni di multinazionali della farmaceutica, per quando sarà grande. Riattacca e chiama l’amante. “Sai, micia, sono il più grande rubacuori del mondo!”.

Fottiti commesso del cazzo.
Il cuore che hai rubato pulserà in eterno nelle nostre tempie.
Io sono quel bambino che hai ucciso a New Delhi, alla periferia di Caracas, in quella favela di Bahia.
Si è trapiantato in me, in noi, e batte, martella la nostra ira e la nostra vergogna di essere europei e americani.
Il tuo cuore ha allungato la vita di uno stronzo, bambino. Fidati, piccolo. Se un Dio esiste, lo stroncherà con un infarto.
Ma forse anche Dio ha traslocato in India o nell’arcipelago di Hong Kong e non risponde alle nostre maledizioni.

Tratto da “ALCATRAZ” di Jack Folla alias Diego Cugia

4 commenti su “Il piazzista di organi

  1. Tisbe Autore del post

    Purtroppo si fa … 🙁 C'è gente che crede di essere superiore agli altri per grazia divina. Questo genere di pensiero permette di usare gli esseri viventi come cose utili.

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