Anche Hitler fa marketing

Cosa non si fa per il dio denaro.

Da quando il lavoro ha perso il senso dell’utile imponendo il terziario avanzato, che lasciava intravedere un roseo futuro, nel quale l’umanità sarebbe stata affrancata dai lavori manuali,  e la società ha cominciato a  premiare esclusivamente il profitto, succede di tutto.  Non sarebbe da meravigliarsi, quindi, se accanto all’effige del Che si vedesse commercializzata anche quella di Hitler: in fondo è storia. Ogni ideologia che si rispetti ha i suoi nostalgici, sopratutto in momenti storici come quelli attuali, dove regna grande confusione, e  mancanza assoluta di idee per costruire un futuro sostenibile.

In un supermercato in provincia di Verona compaiono bottiglie di vino con Hitler sull’etichetta e la Procura apre un fascicolo d’inchiesta per apologia di fascismo (fonte Ansa). “A far scoppiare il caso è stata una coppia di coniugi ebrei statunitensi che hanno raccontato a ‘L’Arena di Veronà il loro forte senso di smarrimento nello scoprire che in un supermercato a Garda, dove erano in vacanza, hanno trovato le bottiglie di vino con Hitler ripreso in più pose, con un richiamo anche al ‘Mein Kampf’, assieme ad altre con Giovanni Paolo II sull’etichetta. Confezioni che fanno parte di una linea ‘storica’ dedicata ai personaggi del passato. Già negli anni scorsi erano scoppiate analoghe polemiche su vini con etichette dedicate allo stesso dittatore nazista o a Benito Mussolini”.

Facendo una ricerca su internet, scopro che c’è stato un precedente nel 2009.

Varese, 16 settembre 2009 (fonte Quotidiano Net) – Era venuta nelle Valli varesine per una bella vacanza, è tornata a casa di pessimo umore dopo essere entrata in un supermercato della catena Gs. Motivo? Sugli scaffali ha visto con sdegno alcune bottiglie di vino riportanti sull’etichetta le effigi di Aldolf Hitler e di Benito Mussolini.

Così, una volta tornata in patria, si è rivolta alla sede centrale della Carrefour, gruppo francese proprietario del marchio ‘Gs’ e secondo gruppo mondiale nella grande distribuzione, per esternare tutta la sua contrarietà.

A riferire tutto questo è il quotidiano online francese www.rue89.com. La donna, francese di ascendenza ebraica, nell’agosto scorso era in vacanza a Cuveglio (Varese) quando, durante la sua spesa, si è imbattuta nelle bottiglie di vino rosso piemontese che le hanno fatto venire un mezzo colpo apoplettico nel vedere quelle etichette con tanto di slogan del Ventennio. Immediatamente si è rivolta alla direzione del supermercato spiegando che erano molto offensive per chi ha patito le sofferenze di quell’epoca”.

Tanto clamore per nulla. Le bottiglie incriminate sono bellamente in vendita su internet, alla mercé di chiunque. Basta andare su nostalgici.it e scegliere. Vedremo se la Procura riuscirà a fermare la vendita e la produzione di simili vezzi nostalgici.

Un commento su “Anche Hitler fa marketing

  1. Palmari

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