Ilva, lo schiavismo volontario del Terzo Milennio

Mi è bastato vedere casualmente una delle tante vignette sull’Ilva che compaiono sui maggiori social, perché la mia anima fosse squarciata da un dolore atavico e nella mia mente si facesse strada una riflessione sgradevole.

Mi fa pensare che gli operai difendino con i denti il loro diritto al lavoro, la qual cosa è comprensibile, ma non riesco a comprendere come si possa difendere la proprietà. Come si può tollerare il ricatto immorale dei vertici dell’Ilva. Come si può barattare la propria sicurezza e la propria vita per un tozzo di pane, ed è proprio il caso di dirlo: un tozzo di pane raffermo.

Una volta perché gli uomini diventassero schiavi era necessario mettergli le catene ai piedi, oggi i potenti di turno, hanno affinato abilmente le loro armi. Non devono più costringere nessuno a fare lo schiavo, perché ci sono tante persone che si offrono volontarie.

Ci hanno talmente condizionati, bombardati con messaggi subliminali (e pensare che già negli anni ’50 qualcuno aveva dato l’allarme), da tenerci in pugno con falsi bisogni. La nostra vita è talmente incatenata in un sistema grottesco, assurdo ed inumano, che pare sia impossibile uscire con dignità dal lurido ricatto dei PADRONI. Sì, rispolveriamola questa parola, prima che cada definitivamente in disuso, prima che anch’essa subisca la sorte di tante altre, e venga irrimediabilmente privata del suo “senso”.  PADRONI, perché tali sono: padroni di schiavi volontari.

Che tristezza! Tutti soggiogati dal sogno della perpetua lotteria. Tutti illusi che il liberismo possa trasformare uno schiavo consensiente in un padrone. E’ questo il sogno? E’ questo l’alibi per questa ennesima vergogna dell’homo italicus?

Ragionate, tornate in voi stessi, liberatevi di decenni di martellamento mediatico, ma cosa ve ne fate degli oggetti se vi beccate un tumore, se perdete la salute o ancor peggio la vita? Cosa ve ne fate del vostro sogno di diventare padroni e passare dall’altra parte, grazie alle opportunità offerte dal liberismo?

Difendete i diritti di tutti, e non sperate di diventare ricchi. DIFENDETE I DIRITTI DI TUTTI, perché la statistica pone anche voi qui, in quei “TUTTI”, nel quale nessuno vorrebbe stare.

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