Museo di San Potito Ultra: se l’ignoranza osa distruggere le iniziative culturali

Non scrivo da tanto su questo spazio. Il Vaso di Pandora aveva bisogno di un valido motivo per riaprire il suo coperchio dopo un periodo di silenzio. E l’occasione giusta si è presentata proprio in questi giorni. Serve una voce in più per difendere una delle poche e rare cose buone che nascono nei piccoli centri dell’Italia.

Nel paesino dove vivo da poco più di due anni (San Potito Ultra AV), un gruppo di persone ha presentato al Commissario Prefettizio una petizione affinchè venga chiuso il Museo del Lavoro. Il motivo di tanto astio verso una creatura di natura CULTURALE, sarebbe da ricercare nel presunto stampo politico dell’Associazione Amici del Museo rea di organizzare numerose attività all’interno dello stesso museo.

Da persona estranea ai fatti, e da spettatrice esterna trovo un’iniziativa del genere davvero raccapricciante, e dal mio punto di vista, sono portata a credere che, nelle persone autrici della richiesta di chiusura, ci sia una forma arcaica e primitiva di invidia per la capacità di altri di far funzionare molto bene, un’associazione e un luogo di interesse artistico e culturale. Cosa si vuol ottenere? Qualcosa in linea con le direttive dell’ultimo ventennio, guidato da un insano berlusconismo e da una tendenza al privatismo e al liberismo selvaggio. L’obiettivo è quello di rendere il popolo sempre più ignorante e stupido. Chiudere un luogo dove ogni anno si realizzano incontri di alto spessore culturale significa privare i giovani del loro sacrosanto diritto a crescere nel sapere condiviso e condivisibile. Personalmente sono stata ospite di varie manifestazioni, e non una sola volta ne sono rimasta delusa. Per darvi idea di cosa si vuol fare, vi segnalo un video creato da me, su una delle tante iniziative realizzate all’interno del bellissimo museo. Giudicate voi…

Per evitare che il Museo del Lavoro di San Potito Ultra venga chiuso, è stata creata una raccolta firme su petizioni online, se credete nella cultura e nel futuro delle nuove genrazione, con un piccolo gesto AIUTATECI. Firmate QUI

Ne parlano:

  1. Orticalab in Re Salomone e il Museo del Lavoro di San Potito
  2. Il Ciriaco in A San Potito il Museo del Lavoro rischia di chiudere

12 commenti su “Museo di San Potito Ultra: se l’ignoranza osa distruggere le iniziative culturali

  1. alberto

    Vado a firmare subito anche se penso che queste petizioni servano a poco. Certo che è difficile convivere con gerta gente.

    1. Tisbe Autore del post

      Grazie Alberto, anche io sono scettica riguardo la reale utilità di queste petizioni online, ma tentare non fa certo male… incociamo le dita, perché questa storia è davvero allucinante

  2. francesco

    CHI VUOLE CHIUDERE IL MUSEO DEL LAVORO DI S.POTITO ?
    Poiché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior miope di chi non sa leggere, e siccome riponiamo ampia fiducia nell’intelligenza, nella buona fede e nell’onestà dei cittadini, compresi quelli che con eccesso di zelo degno di miglior causa si sono precipitati , per non apparir secondi , a sintonizzare la propria voce all’urlo della foresta, ripresentiamo i passi più significativi e non equivocabili del testo della petizione relativa al bando per la gestione del Museo del Lavoro di S.Potito. Il testo sarà pubblicato integralmente in rete. Ci auguriamo così che chi non lo abbia letto lo faccia, prima di esprimere giudizi e valutazioni che richiedono piena informazione e seria riflessione ( e ciò vale anzitutto per gli acculturati detentori di titoli e diplomi universitari o “para”… ). Chi lo abbia letto in maniera frettolosa o distratta , ne trarrà giovamento e forse ci sarà riconoscente.
    “ …. E’ FATTO DI DOMINIO PUBBLICO NEL PAESE CHE LE RIUNIONI DEI RAPPRESENTANTI DI QUELLA FAZIONE ( CHE FA CAPO ALL’EX SINDACO MORICOLA) SI SIANO SVOLTE CON REGOLARE NORMALITA’ NEI LOCALI DEL MUSEO DI CUI ERANO ESSI STESSI RICONOSCIUTI DEPOSITARI DELLE CHIAVI DI ACCESSO ; IL CHE CONFERIVA LORO PIENA FACOLTA’ DI UTILIZZARE LA STRUTTURA PUBBLICA A PROPRIO PIACIMENTO, OVVERO IN MANIERA PERSONALE E PRIVATISTICA. “
    “… E’ STATO L’EX SINDACO DI VENUTA…. A DEFINIRE “GOVERNO OMBRA” CON SEDE NEL MUSEO DEL LAVORO “ QUEL GRUPPO DELLA SUA MAGGIORANZA CONSILIARE CHE AVEVA ORDITO CONTRO DI LUI ALL’OMBRA DEI REPERTI…”
    “ …LA GESTIONE DEL MUSEO POTREBBE PROFICUAMENTE E CON SODDISFAZIONE GENERALE ESSERE AFFIDATA , NELL ATTUALE FASE DI TRANSIZIONE , A UN PUBBLICO IMPIEGATO DEL COMUNE INVESTITO DEL COMPITO DI APRIRE IL MUSEO , ACCOGLIERE ED EVENTUALMENTE ASSISTERE I DIVERSI FRUITORI ED UTENTI , CITTADINI E VISITATORI ESTERNI CHE NE FACCIANO RICHIESTA. SAREBBE QUESTO, A NOSTRO PARERE, UN MODO SEMPLICE , OPPORTUNO ED EFFICACE CON IL QUALE ARGINARE LA DERIVA IN ATTO E RECUPERARE A UNA FRUIZIONE LECITA. CIVILE E DEMOCRATICA UN ORGANISMO DI PUBBLICA UTILITA’ QUALE E’ IL MUSEO DEL LAVORO , PATRIMONIO INALIENABILE DELL’INTERA COMUNITA’ DI S.POTITO, NON OGGETTO DI USO STRUMENTALE , USURPATO DA UN MANIPOLO DI MILITANTI DI PARTITO…”
    Dopo il testo , seguono le firme di condivisione di ben 240 cittadini sampotitesi : altro che “un gruppo di personaggi non meglio identificati “!
    Nessuno dei tanti firmatari ha mai inteso chiudere il Museo; tutt’altro : lo si vuole aperto e disponibile alle esigenze della intera Comunità che si riconosce nella propria storia e nella proprie memorie; ma ciò implica di necessità il suo affrancamento dall’ARBITRIO ODIOSO E ASFISSIANTE DI UN PADRONE.

    Postilla : Caro lettore, ti sarai reso conto della serietà della posta in giuoco. Considera ora quale abisso separa la verità dei fatti,le idee e le parole affidate al messaggio scritto dalla- ahime- sistematica mistificazione di chi è aduso a denigrare gli avversari e a mascherare la propria vocazione autoritaria e integralista con tutti i pretesti possibili e ( agevolmente) immaginabili. In particolare, come non indignarsi di fronte al ricorso, impertinente e maldestro, al principio della libertà della cultura da parte di chi non ha mai dato prova di possedere e coltivare tale requisito? Questo è il volto terrificante dell’oscurantismo e dell’ipocrisia, che noi intendiamo estirpare, facendo leva sulle risorse dell’intelligenza , della ragione e della tolleranza.
    IL COMITATO PROMOTORE DEL MUSEO DI TUTTI I SAMPOTITESI

    1. Tisbe Autore del post

      Di solito sono molto severa nella moderazione. Cancello senza leggere i commenti lunghi perché li considero SPAMM soprattutto se provengono da copincolla. Per questa volta faccio un'eccezione.

  3. Tisbe Autore del post

    AL COMITATO PROMOTORE del MUSEO DI TUTTI I SAMPOTITESI (alcuni firmatori a loro insaputa)
    Lo scritto è intriso di rancore e fa emergere chiaramente la cattiva fede di chi ha speso enrgie e tempo per far chiudere l'unica struttura presente a San Potito.
    Prima di tutto cominciate a scendere dal piedistallo: San Potito è un paese sconosciuto, nemmeno presente sulla carta geografica, non ha nulla da offrire, né in termini paesaggistici, né in termini architettonici, quindi è di fatto escluso da ogni forma di turismo.
    Il museo rappresentava l'unica ricchezza di un territorio povero.
    La vostra idea di gestione del museo è diametralmente opposta alla mia e al comune buon senso. Secondo voi gestire un museo significa affidare le chiavi ad un guardiano che apre i locali al pubblico durante le festicciole di paese, quando si riversano persone interessate esclusivamente a MANGIARE. Secondo me, in un paese povero di attrazioni turistiche, dove il museo rappresenta l'unica risorsa territoriale, il museo deve poter ospitare iniziative culturali ed artistiche e un guardiano non è grado di farlo. Questo credo sia evidente.
    AGGIUNGO, che io conosco la storia del museo, c'ero alla sua inaugurazione in qualità di giornalista, quindi MENZOGNE a me non potete raccontarle, perché sono a conoscenza dei fatti, e so di chi è il merito … so chi ha contribuito alla realizzazione concreta del museo.
    Farlo chiudere è una vera vorgogna, e voi, del comitato promotore ve ne dovrete assumere ogni responsabilità. Anche di fronte ai posteri.

    1. A.D.

      In linea di principio sono d’accordo con Lei. Il Museo del Lavoro
      rappresenta una grande risorsa per un paese come San Potito. Ma per dare un
      giudizio sereno bisogna conoscere i fatti e le persone. Il Museo è stato
      gestito da un gruppo dirigente costituito dall'ex sindaco e da cinque tra
      assessori e consiglieri tutti iscritti a SD prima e SEL poi; gli stessi che
      poi hanno scelto e votato per il nuovo Sindaco e sempre gli stessi che poi
      l'hanno sfiduciato consegnando il Comune al Commissario Prefettizio. Tutti,
      soprattutto Lei che è giornalista, sanno cosa significa commissariare un
      Comune.

      1. Tisbe Autore del post

        La rigranzio per l'accordo tributatomi, almeno lei, a differenza di altri non mi accusa di aver insultato i sampotitesi, nonostante il commento sia diretto chiaramente ai promotori dell'esposto in oggetto. Riguardo il commissariamento del Comune, ne sono al corrente, ed anche io, come più volte ho tentato di dire, ho partecipato all'assemblea pubblica (si vede che sono trasparente) che è seguita alle dimissioni di alcuni membri della giunta. Ho ascoltato tutti, e mi sono resa conto, da alcune esternazioni poco democratiche e assai confuse, che molti cittadini non hanno a cuore il bene pubblico, ma meri interessi personalistici. Riguardo il sindaco, evidentemente a monte c'è stato un errore di giudizio sulla persona, e non credo che all'uomo non sia consentito sbagliare, o comunque non sia consentito RIPARARE all'errore commesso. Le dimissioni, nell'ottica dei fatti, mi sono sembrate riparatorie ad un errore.

  4. A.D.

    …Continua…
    Come giornalista sarebbe stato opportuno parlare anche di questo e spiegare
    ai tanti sampotitesi in paese e nel mondo perchè quest'anno, nel centenario
    dell'Incoronazione, dietro Maria SS. del Soccorso, a fare le funzioni del
    Sindaco c'era il Commissario Prefettizio con la fascia tricolore. Lei pensa
    veramente che un'interruzione di qualche mese delle manifestazioni
    (culturali ? ) nel Museo, in questo periodo di commissariamento e che
    precede di pochi mesi le elezioni del nuovo Sindaco significhi chiudere il
    Museo, bandire la cultura e non invece far svolgere queste scadenze in un
    clima sereno, senza strumentalizzazioni di sorta? Non credo sia tanto
    ingenua, piuttosto ho qualche dubbio che dietro la giornalista si celi una
    delle tante acritiche fans.

    1. Tisbe Autore del post

      Chiarisco che in questo contesto non vesto i panni della giornalista-pubblicista, ma della blogger, e questo non è un articolo canonico, ma un POST. Se avessi voluto scrivere un articolo avrei intervistato il presidente dell'associazione Amici del museo di san potito e il promotore dell'esposto, e non avrei espresso il mio parere. Ma io ho voluto scrivere un post per esprimere il mio personale punto di vista, la mia opinione sulla vicenda, non altro …D'altra parte non credo che sia sano chiedere la chiusura del museo per pareggiare i conti con i dimissionari, rei di aver ferito il sentimento popolare impedendo la partecipazione del sindaco, con fascia tricolore, ai festeggiamenti del Centenario dell'incoronazione di Maria SS. del Soccorso. In un paese come l'Italia in cui nessuno si dimette, questi coraggiosi meriterebbero la medaglia. Mica volevate un rimpasto? Come quello di Formigoni? Spero di no!
      Chi mi conosce bene, sa che io sono una persona ingestibile, indomabile, che odia essere rinchiusa in un recinto seppur ideologico; chi mi conosce bene sa che io sono una persona integra, onesta intellettualmente e assolutamente libera da condizionamenti di qualsiasi natura. Chi mi conosce bene sa che io sono incorruttibile.

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