Riordino delle Province e identità territoriale

Prima di entrare nel vivo della questione, tengo a sottolineare quello che penso degli enti territoriali, Provincia e Regione. Sono dei carrozzoni inutili e dispendiosi per il contribuente e per il cittadino. In questi anni non hanno favorito minimamente lo sviluppo e i servizi del territorio, ma sono serviti a “sistemare” le persone inette di talune famiglie. Provincia e Regione, ognuna nel proprio ambito di interesse, tarlate da una burocrazia soffocante, non hanno mai risposto alle chiamate del territorio, ma hanno provveduto a spalmare i fondi nelle tasche di amici e parenti. La maggior parte degli “eletti” ha utilizzato il denaro pubblico per garantirsi i voti attraverso un sistema collaudato di clientelismo che ha devastato il tessuto economico del territorio. Oggi raccogliamo i risultati. Ciò non toglie che tra costoro, ci siano state delle persone perbene che hanno pagato la propria onestà con l’espulsione dai partiti di appartenenza e in alcuni casi l’uscita dalla scena politica.

Aggiungo anche, a scanso di equivoci, che aborro il federalismo per territori così minuti. Se ne può discutere solo ed esclusivamente in sede europea. Ogni stato nazionale dovrebbe diventare uno stato federale europeo, per contrastare significativamente, con la grande tradizione Etica e culturale europea, in campo internazionale, decisioni dannose e supine agli interessi delle grandi multinazionali.

Tornando al riordino delle Province, purtroppo devo registrare, nella difesa del proprio territorio, l’uscita dei sentimenti più bassi che tanto, in questi anni, abbiamo criticato nella Lega del Nord.

Il caso di Avellino è emblematico.

La reazione degli avellinesi è stata molto probabilmente spontanea, anche se nutro dei forti dubbi circa la manipolazione dei cittadini, da parte di taluni politici locali, interessati semplicemente alla scomparsa della torta da spartirsi con i soliti inetti.

In breve tempo su facebook è comparso un gruppo “Comitato Avellino capoluogo” che ha raggiunto circa ventimila iscritti utilizzando la tecnica dell’iscrizione coatta, ovvero la maggioranza degli iscritti lo sono a loro insaputa. Nello stesso gruppo, le persone che hanno espresso pareri discordanti dagli organizzatori sono stati insultati ed offesi a più riprese. Insulti e offese anche per i beneventani. Insomma, uno spettacolo indecoroso ed indegno. Da qui è partita la manifestazione pro Avellino capoluogo, stabilita e realizzata il giorno 6 novembre. Un anonimo e grigio martedì avellinese, utile a reclutare gli studenti svogliati, per raggiungere un numero di partecipanti guidati dagli ultras della curva sud.

Mi è capitato di incrociarlo il corteo, e se non avessi saputo del riordino delle Province e della protesta in atto, avrei pensato che il gruppo era pronto per recarsi in qualche trasferta sportiva. Per farla breve, l’attaccamento al territorio irpino, passa dalla difesa degli interessi di alcuni politici, per arrivare al bassoventre degli orfani dei dieci anni di serie A.

La notizia passa su alcune trasmissioni e alcuni Tg nazionali ma delle vere ragioni della protesta, nessuna traccia. Ne esce l’immagine di una Irpinia campanilista, incapace di esprimersi, rozza e xenofoba. Ovviamente gli organizzatori parlano di grande vittoria. A chi li ha criticati rispondono indicandoli come “intellettuali bla bla bla”.

Io non credo di poter essere annoverata tra gli intellettuali bla bla bla, però, in tutta franchezza ed in tutta onestà, la manifestazione non mi è piaciuta per niente. E guardando il servizio su canale 5, mi sono VERGOGNATA profondamente, ma forse sono io anomala, ed ho un’altra sensibilità, la stessa che mi tiene lontana da certa tv urlata. Fare rumore in un paese in cui si fa rumore per le escort, le veline e i calciatori, non credo che sia un VANTO. L’unica azione sensata, (e a scanso di equivoci preciso che non è nelle mie corde votanti) è quella dell’on. Arturo Iannaccone.

In tutte le trasmissioni, non si è mai capito che l’Irpinia ha i requisiti per essere un PROVINCIA, questa per me è pessima comunicazione. Poi, se interessa fare rumore, per la serie: non importa come se ne parla, l’importante è che se ne parli … è un’altra questione. Ma le critiche VANNO ACCETTATE dalle PERSONE che credono di essere aperte ed intelligenti, e non fatte passare per choosy.

E non credo che sia di particolare difficoltà affermare: la provincia di Avellino ha i requisiti per esserlo, è quella di Benevento che non ce li ha e quindi viene fagocitata secondo la nuova legge sul riordino. Perché noi dovremmo perdere il capoluogo?  Io credo che la gente in corteo non sapesse assolutamente ciò che faceva, perché gli era sufficiente avere un “NEMICO”. L’aspetto più raccapricciante di tutta la vicenda sono stati gli insulti di un gruppo che si autodefinisce “popolo” contro un altro popolo, solo perché altro.

Tutto questo, per me, è stato deprimente. La vera Cultura non si oppone agli altri, solo la sottocultura lo fa. E in questi anni abbiamo potuto ragionare sull’effetto degli slogan nefasti della Lega, per scoprire che il campanilismo, secondo gli avellinesi è cosa buona e giusta.

Quando un gruppo di persone, dietro il paravento dell’identità territoriale, si aggrega per far chiudere un Museo, e di contro, si aggrega per difendere gli interessi di piccoli, ingordi, inqualificabili politici è la morte della RAGIONE!

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