Ritratto di un leghista medio

Appena spunta il sole il leghista medio è già operativo.

Non si sa bene cosa faccia.

A volte si limita a scavare una buca e ricoprirla, così, giusto per far girare l’economia! Peccato non sappia, si tratti della teoria keynesiana, molto di moda negli ambienti bolscevichi, gli stessi che lui aborre con tutto se stesso. Ma il leghista medio non può saperlo, perché oltre a rinnegare il comunismo, è affetto da un odio viscerali per i libri.

Già, perché secondo lui i libri sono scritti da persone stupide, più stupide di lui. Perché si sa, lui è operativo dall’alba, e per esserlo è sufficiente un solo neurone. Peccato non sappia, che buona parte dei beni che lui utilizza, siano frutto di una tecnologia ottenuta grazie ad una vita trascorsa a leggere e scrivere libri, una intera esistenza dedicata allo studio, e non a scavare buche con il solo scopo di sentirsi a posto con la coscienza. Lui sì che si sarebbe evoluto dall’Età della Pietra…

Il leghista medio spesso è meridionale, anzi ex meridionale. Come ogni buon omicida che si rispetti, torna spesso sul luogo del delitto, il meridione, appunto! Torna per godere come un riccio e vedere quanta miseria, lui con la sua fuga verso il nord, si è lasciato alle spalle. Peccato sia costantemente deluso. Ogni anno, nei suoi pellegrinaggi, è costretto a prendere atto che quegli zoticoni, quegli scansafatiche e fannulloni di meridionali rimasti a sud, se la passano meglio di lui, molto meglio di lui. Hanno case più grandi e tenute meglio, con giardini incantati, hanno auto più potenti della sua, mandano i figli all’Università, mentre i suoi sono “operativi” già a sedici anni.

A tale vista è invaso da un senso di rabbia e di impotenza!

E allora, come unica forma di vendetta, ricorre al presunto insulto verbale. Li apostrofa “zulù”. Lui, che non legge, che non ha mai letto e non leggerà mai. Lui che non ha la più pallida idea di chi siano i zulù!. E’ sufficiente che siano più a sud dei meridionali. Nella sua testa da un solo neurone, questo è sufficiente perchè “zulù” sia un insulto.

Poi, insoddisfatto, si volta a sinistra e nota i barconi con i profughi. Ecco, quelli sono ancora peggio dei suoi ex compaesani! Quelli sono il suo specchio!  Ma un leghista che si rispetti non può guardarsi allo specchio, altrimenti vedrebbe la bestia che è in sé.

Come si permettono, questi sciagurati, di voler emigrare nel ricco nord dove lui e i suoi figli sono operativi fin dall’alba? Ma come gli salta in mente a costoro di fare quello che ha fatto lui? Come gli salta in mente di lasciare la propria terra in cerca di un luogo dove scavare la buca, ricoprirla e sentirsi felici?

Nemmeno Keynes avrebbe saputo rispondere.

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