La borsa smarrita

bolsorubik1-w550Qualche tempo ho sognato di aver smarrito la mia borsa. Francamente non ho dato molta importanza al sogno, anche se il suo ricordo era vivido ed è rimasto tale per settimane. Poi il sogno della borsa smarrita è diventato ricorrente. A questo punto mi sono un tantino impressionata, perché un significato, se non altro intimo al mio animo, avrebbe dovuto averlo.

Come se non bastasse il sogno si è per così dire evoluto. Ho cominciato a sognare che la borsa mi veniva rubata, ma stranamente il portafogli rimaneva in mio possesso con bancomat e denaro, ma non il telefonino, la mini rubrica rossa, il kindle e la fotocamera digitale. Il sogno era talmente realistico che mi sono resa conto del suo essere tale solo al risveglio avvenuto di soprassalto.

Allora ho dovuto farci i conti per forza.

La borsa rappresenta l’estensione della nostra vita, quello che crediamo di aver raggiunto, le nostre piccole sicurezze che portiamo sempre con noi stessi senza valutarne la precarietà.

Così, lo smarimento della borsa stava ad indicare la perdita di una condizione che per me sembrava oramai acquisita, e uno scovolgimento del mio quotidiano che si è concretizzato con il trasferimento di mia madre a 200 metri da casa mia per sopravvenuti motivi che non sto qui a spiegare. Ma fin qui si trattava di uno smarrimento momentaneo, destinato ad un ritrovamento della borsa e di quell’equilibrio vitale momentaneamente perduto.

Il peggio è arrivato dopo, con il furto onirico della borsa. Tutto si è consumato durante la mia malattia che mi ha tenuto lontano da scuola e dai miei amati bambini. Al mio rientro ho perduto tutto: la mia sezione, il mio plesso. Allontanata bruscamente dalle mie consuetudini e il sogno mi aveva avvisata in tempo, ma io non potevo comprendere, non ne avevo gli strumenti. Il mio allontanamento è del tutto legale, ovvio, ma chi di voi non conosce la sottile differenza tra legalità e giustizia? Io resto nello stesso istituto, ma opero in un altro plesso. Non vedo più i miei bambini, anche se in compenso ne vedo altri e mi pare che giocare con i sentimenti umani sia, in ogni caso, una cosa oltraggiosa. Le persone non sono intercambiabili e a scuola si lavora con essere umani, si intessono relazioni profonde con bambini ancora in fase di attaccamento. Non ho perso certo lo stipendio ecco perché nel sogno rimanevo in possesso del portafogli, di importanza vitale è chiaro, ma ho perso oggetti non solo utili, di un uso quotidiano, ma soprattutto affettivi perché attraverso loro nutrivo la mia anima.

Stare lontana da Borgo è una ferita profonda e ancora sanguinante perché quel luogo mi è stranamente familiare, sento come di farne parte. Io che mi sono sempre sentita fuori luogo ovunque. E’ uno dei pochi luoghi in cui ho trovato pace. Come a San Potito…

Ho vissuto per anni ad Avellino e mi sono sempre sentita estranea, come mi sentivo altrettanto nel mio paese d’origine, ma Borgo, e non ne capisco il motivo, mi è entrato nel sangue e nelle ossa.

Questa lontananza forzata è una perdita difficilmente compensabile. E non so cosa mi riserva il futuro…

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