L’onestà non è una moda

07b497064d163d9d6adb2783d963b247-252x272La politica degli ultimi anni, svuotata di contenuti, si è ridotta a una serie di slogan mirati a colpire il bassoventre degli interlocutori. Si tratta di una tecnica ineccepibile considerato il target dell’italiano medio. Tuttavia (gli slogan) non reggono ad un’analisi più approfondita ed attenta, e mostrano inequivocabilmente la tendenza a svuotare ogni cosa di senso e di significato.

E’ il caso dello slogan pentastellato “l’onestà tornerà di moda”. Di sicuro effetto, piacerà a tutti gli italiani che a torto o ragione pensano di essere onesti e si contrappngono ai disonesti. Questi ultimi sono rappresentati, nell’immaginario collettivo, dal politico di turno, oppure semplicemente dal dipendente statale. Ma una mente critica non si ferma all’apparenza ed indaga più a fondo soffermandosi sul senso e sul significato delle parole.

La moda è per definizione qualcosa di passeggero e frivolo, che ha una durata limitata nel tempo. Dal vocabolario: Comportamento variabile nel tempo che riguarda i modi del vivere, le usanze, l’abbigliamento. Quindi secondo i pentastellati l’onestà sarebbe un comportamento VARIABILE.

Invece l’onestà non può e non deve essere tale, perché è un VALORE, un PRINCIPIO, un FONDAMENTO sul quale modellare i “comportamenti”. L’onestà non è un comportamento, semmai è il faro, la guida, il fascio di luce che indica come comportarsi in situazioni diverse. Ma tantè la “GENTE” non si pone queste questioni.

Anche autodefinirsi la GENTE porta con sé un carico di approssimazione e di qualunquismo. Dire genericamente la GENTE, svuota le persone di ogni caratteristica personale e di valore. Compie quell’operazione di annullamento delle diversità, quel livellamento al basso, di cui, a torto, è stato accusato il comunismo.

Poi c’è la questione della contrapposizione dicotomica NOI-LORO (nei manifesti elettorali) NOI-VOI (nelle discussioni sul web). E qui casca l’asino. Perché i pentastellati si autodefiniscono la parte buona, sana, onesta, pulita della società, e relegano gli altri, ovvero tutti coloro che non la pensano come loro, nella parte disonesta, corrotta, mafiosa, sporca. Un’operazione di riduzionismo etico che fa sorridere se non fosse pericoloso.

Intanto, i pentastellati non vengono da un altro pianeta o dalla luna, escluso i più giovani, bisognerebbe capire prima dell’avvento del messia, cosa votavano nel segreto dell’urna? E volendo prendere in conto i più giovani, in quali famiglie hanno vissuto? Quale politica si faceva a casa loro? Per mero calcolo statistico, sicuramente, la maggioranza viveva in una famiglia democristiana che accettava supinamente il latrocinio, come sistema inevitabile per avere accesso al benessere. Quando si criticavano i politici e le loro azioni, l’italiano medio, oggi trasformato in pentastellato, rispondeva che “mangiavano loro ma facevano mangiare anche gli altri” (e intanto il DEBITO PUBBLICO LIEVITAVA) e quando parlavi di onestà ti ridevano dietro, perché le persone oneste erano considerate solo “dei fessi”. Oggi, a vacche magre, finito il magna magna collettivo, terminate le briciole che andavano alla GENTE dal banchetto della politica, OPS per magia sono diventati tutti forcaioli, portatori sani di quella onestà che a suo tempo hanno deriso ed osteggiato.

Ecco perché a parlare della Questione Morale posta da Berlinguer si devono sciacquare la bocca. Non possono confonderla con problemi giudiziari o compenso dei politici. Che a parlar di cose che non si comprendono si rischia solo di fare magre figure.

Insomma per fare un esempio spicciolo, la GENTE si è comportata come quei figli che nonostante il padre continui a fare debiti, non smettono di fare la bella vita, e poi quando i creditori, GIUSTAMENTE, chiudono i rubinetti, frignano contro il padre perché non ha saputo gestire i beni di famiglia…

Miei cari, voi che vi autodefinite GENTE, di questo scempio siete corresponsabili, o voi, o indirettamente le vostre famiglie: fatevene una ragione!

2 commenti su “L’onestà non è una moda

  1. wiBlog

    Alle scorse elezioni, pur votando per Ingroia, ricordo che anche qui sul tuo blog consideravo giusto dare al M5S una possibilità… ma adesso non posso non manifestare la mia profonda delusione in questo movimento. Ho iniziato a seguire i blog proprio con il blog di Grillo e spesso litigato anche con alcuni blogger per difendere alcuni suoi post, ma adesso vedo in Grillo solo una persona interessata a portare avanti il suo spettacolino (blog e comizi a pagamento), pieno di contraddizioni e assolutamente non democratico… figuriamoci di sinistra!

    1. Tisbe Autore del post

      Grillo ha definitivamente gettato la maschera, ma io mi meraviglio di questi italiani post rivoluzionari che lo seguono nei suoi deliri, ma se ci penso bene… mi meraviglio? Mica tanto!

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