Antonio Pagliarulo di Trevico Cavaliere al merito della Repubblica Italiana

Cerimonia informale per il neo Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, Antonio Pagliarulo di Trevico

L’ambito riconoscimento è stato dedicato a Silvio Marsico, fondatore

e presidente del Centro Sociale Emigrati ed Immigrati di Avellino, recentemente scomparso

OLYMPUS DIGITAL CAMERADomenica 7 dicembre, in un noto agriturismo di Flumeri, dopo quella ufficiale del 4 novembre avvenuta in Prefettura, si è tenuta la cerimonia informale per onorare il neo Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, Antonio Pagliarulo di Trevico che ha voluto condividere la sua gioia con parenti e amici. Presenti all’incontro l’On. Giuseppe Gargani, Nicolino Rossi e Francesco Colella rispettivamente sindaci di Trevico e San Nicola Baronia, e numerose altre personalità del mondo politico e istituzionale locale.

All’apertura del festeggiamento conviviale, Pagliarulo ha spiegato ai presenti i motivi che lo hanno spinto a dedicare l’ambita onorificenza a Silvio Marsico fondatore e presidente del Centro Sociale Emigrati ed Immigrati di Avellino, recentemente scomparso, e con il quale ha intrecciato, nel corso degli anni, una collaborazione intensa e duratura che gli ha permesso di poter esprimere la propria inclinazione verso interessi sociali e comunitari. È seguito un momento di grande commozione, quando Wladimiro Marsico, attualmente presidente del Centro Sociale fondato dal padre ha consegnato al Cavaliere una targa nella quale si attesta la nomina a presidente onorario del Centro Sociale Emigrati ed Immigrati di Avellino.

Inevitabile il tuffo nel passato e il parallelismo con i tempi contemporanei, nei quali si è perduta quella carica aggregativa e associativa così viva e manifesta durante gli anni ’70 e i primi anni ’80, e la volontà di recuperare, in questi difficili momenti di crisi economica, occasioni di incontro, seppur con formule nuove e al passo coi tempi.

La storia di Pagliarulo è emblematica, e rappresenta pienamente le storie di tanti irpini che hanno dovuto ricorrere a tutte le proprie risorse per contrastare una sorte avversa e farsi spazio nella vita, ma quella di Antonio è una storia che mostra come, partendo da condizioni sfavorevoli e facendo propri i disagi degli altri, si possa ottenere stima e rispetto.

Nato da una famiglia di modeste condizioni non può continuare gli studi pur essendosi distinto, e a causa della malattia del padre è costretto ad assumersi la responsabilità economica dei suoi cari, così a soli 16 anni parte, lascia la terra natia, gli affetti, i luoghi familiari e si avventura alla ricerca di una vita migliore, che possa regalare alla sua famiglia, anche esteriormente, quella dignità di cui è permeata.

L’impatto con il mondo del lavoro in così giovane età, avvenuta in terra straniera, dove si parla un’altra lingua, gli fa comprendere quanto sia complicata e difficile la vita dei connazionali che vivono le sue stesse angosce. Così la vita di Antonio procede su due linee parallele: la lotta per il miglioramento della propria condizione personale, e la lotta per il miglioramento delle condizioni degli emigranti italiani. Dopo l’apprendistato, segue corsi serali di lingua tedesca per potersi inserire meglio nel tessuto sociale, e promosso a capocantiere, si iscrive al sindacato diventando un dispensatore di consigli e di aiuto per la comunità di italiani all’estero. A seguito di questa lunga attività di mediazione, Antonio comprende che gli emigranti, in particolare quelli campani hanno bisogno di una struttura e di persone competenti a cui fare riferimento per risolvere i problemi e le difficoltà che li affliggono. Nasce così la sua storica collaborazione con il Centro Sociale Emigrati ed Immigrati di Avellino e la fondazione dell’Associazione Emigrati Campani di Rorschach che oltre a dare assistenza sociale gratuita, propone una serie di attività ricreative destinate agli iscritti e alla diffusione e valorizzazione del prodotto tipico campano. Rientrato in Italia per assistere i genitori ammalati, Antonio continua la sua attività sociale e grazie alla costituzione della Consulta Regionale per l’Emigrazione della Regione Campania, fortemente voluta da Silvio Marsico, riceve l’incarico dallo stesso, come Consultore, aiutando, di fatto, gli emigranti rientrati nella terra natia a superare le difficoltà di reinserimento sociale e lavorativo.

Insomma, il signor Pagliarulo da ragazzino bisognoso e privo di mezzi, diventa ambasciatore di Valori e di qualità, e conquista la giusta fama che tocca a chi si fa carico dei disagi altrui. La sua costanza, il suo altruismo, la sua dedizione e l’amore per la propria terra mai dimenticata, nonostante essa si fosse manifestata matrigna, hanno condotto il nostro conterraneo al giusto riconoscimento di Cavaliere della Repubblica.

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