Come si diventa comunisti

comunista-bandiera-rossaEsiste una ricetta per diventare comunisti? Probabilmente no, ma un percorso di letture che ti guida a certe conclusioni, sì.

Sei una bambina di 5 anni, hai appena imparato a leggere. Sei capace di riconoscere i simboli e come in un gioco di prestigio sai attribuire loro senso e significato. E hai tanta curiosità. Hai voglia di scoprire sempre più misteri e cerchi disperatamente tracce di scritto ovunque. E poi per caso scopri una cassa che nasconde un tesoro. Dentro ci sono i libri di tuo zio che ha studiato da prete, la apri e ne prendi uno a caso… no, non tanto a caso, li sfogli e ne scegli uno. Ecco è il Vangelo. Lo leggi avidamente come può leggerlo una bambina, senza filtri, senza sostegni ermeneutici. Ti avventuri nelle sue pagine alla scoperta del senso della vita, quello che ancora non comprendi e che ti sta troppo stretto, perché sei una bambina, e credi ancora che la magia esista e che il mondo sia un posto di uomini giusti. A volte credi pure che la tua famiglia sia la migliore del mondo, ma ecco che quell’incontro ti cambia tutto. Ecco, il primo seme del comunismo è entrato prepotentemente nella tua anima. Hai letto senza filtri e senza filtri l’IDEA è cresciuta dentro di te.

Poi continui con i libri sbagliati. Ti capita a tiro il libro Cuore, o peggio ancora La Capanna dello zio Tom, e non hai più scampo, ormai il tuo sentiero ideologico si sta formando…

Cresci e vieni in contatto con libri più impegnativi che si innestano su un animo già predisposto. E così procedi spedita con Il manifesto del partito comunista di Marx ed Engels, e poi commetti persino l’errore di leggerti la biografia di quest’ultimo. Infine arrivi a capolavori come Avere o Essere e L’Arte di Amare, e capisci che non hai più scampo: farai parte per tutta la vita di quella minoranza umana che crede nell’equità sociale.

E poi continui, mentre gli altri ti beffano e ti fanno nomi strani come Pol Pot o Stalin, e tu non capisci cosa abbiano in comune con il tuo comunismo. Qualcuno ti invita ad andartene via, a volare a Cuba oppure in Cina. Eppure il mondo che hai percepito sui libri, non è da nessuna parte. Sei finita in un inganno, e sei costretta a vivere secondo leggi e logiche che non concepisci, che sono lontane anni luce dai principi che si sono formati dentro di te.

E poi devi cominciare un processo di disintossicazione, perché è più facile cambiare te stesso che il mondo esterno, e quella magia infantile, dove tutto era possibile, è svanita sotto il peso dei bisogni quotidiani, dei compromessi per vivere, altrimenti l’unica strada sarebbe stata quella del rifiuto, chiudere gli occhi e lasciarsi andare… abbandonare il mondo con tutte le sue follie e cercare rifugio nel nulla, come un nichilista qualsiasi.

Ho perso e ho perduto. Ho perso me stessa e ho perduto il mondo. Sono l’ultima comunista, anzi, la diversamente comunista, quella senza speranza.

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