Conza vecchia, la città che si è fermata il 23 novembre 1980

Abbiamo trascorso un’intensa giornata nell’Irpinia di confine.
E’ stata una magnifica scoperta
A Conza Vecchia, arrivati dopo mille peripezie perché manca la segnaletica e le comunicazioni non sono curate, abbiamo trovato il cancello chiuso e rassegnati stavamo abbandonando l’idea di visitare il sito. Finalmente una guida, un gentilissimo e disponibile ragazzo di nome Raffaele ci ha aperto e ci ha schiuso davanti un mondo.
Non conoscevo la storia preromana di Conza… nemmeno quella romana a dire il vero, e abbiamo scoperto tante cose interessanti
Abbiamo visitato il Museo, in una bella struttura interamente ristrutturata dove dormivano una mamma e un figlioletto pipistrelli (non ho fatto foto per non disturbare il loro riposo) e ll’interno, oltre a reperti storici, abbiamo ammirato un bel plastico donato da una persona (purtroppo non ricordo il nome) che è venuta a mancare da poco.
Poi siamo andati alla vecchia Villa Comunale dove c’era il Giardino degli Emigranti e siamo saliti sulla torre panoramica dalla quale si domina uno spettacolo mozzafiato, dalla rupe di Cairano al Lago di Conza, Oasi WWF. Niente è più rimasto della casa comunale e delle scuola, niente più di quella vita che pullulava fino al 23 novembre del 1980.
All’interno del sito si respirava un’aria senza tempo e si sentiva aleggiare lo spirito di chi, quella drammatica sera non ce l’ha fatta ed è scomparso sotto le macerie.
La città è stata spostata a Valle, oggi nell’unico edificio abitabile sono ospitati rifugiati politici e più in fondo c’è un ristorante…

L’Irpinia è un luogo bellissimo pieno di sorprese spesso non valorizzate. Un sito a cielo aperto poco sfruttato e conosciuto, con bellezze, purtroppo, troppo spesso lasciate alla mercé dei vandali… VISITATELA, penetrate il suo MISTERO millenario

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