Il dissenso è la linfa della democrazia

A seguito del mio post “La politica è al servizio del cittadino e non il contrario” sono comparse sulla nota pagina fb Diario elettorale di san Potito 2 note a firma del sindaco e del capogruppo di maggioranza. Sperando che questa sia l’ultima volta che sono chiamata ad intervenire su una vicenda delicata, rispondo con fermezza a tutti tentativi di depistaggio del punto focale, ovvero del doppio errore comunicativo commesso sia dall’amministrazione, sia dall’opposizione sul tema “dimensionamento scolastico”. Un errore che purtroppo ha ricadute “umane”.

Mi sento di precisare che viviamo in uno Stato che ancora si professa, almeno in termini formali, DEMOCRATICO. E vorrei mestamente ricordare al sindaco e alla sua compagine che il dissenso fa parte della vita democratica, anzi, né è la linfa vitale. Quindi rispedisco al mittente le accuse di critica inopportuna: come cittadina non solo ne ho diritto, ma ne ho anche il DOVERE MORALE.

Chiarito questo punto passo ad analizzare le parole testuali utilizzate da Francesco Iandoli, primo cittadino di San Potito che si avventura in accuse pesanti arrivando a negare al docente la libertà politica che di fatto è sancita dalla Carta Costituzionale.

Screenshot (74) - CopiaChiedo al signor sindaco chiarimenti. Cosa intende? Forse secondo la sua visione delle cose un buon insegnante dovrebbe starsene zitto al suo posto e subire il potere, magari aderendo con una tessera di iscrizione al Partito della Nazione, espressione di un pensiero unico dominante? E se per caso non fosse disposto ad abiurare le proprie idee costretto al licenziamento e magari al confino? Ma stiamo scherzando, vero? Signor sindaco, da avvocato si rende conto della gravità della sua affermazione? Lo sa che le persone non possono essere discriminate a causa delle proprie idee politiche? Se non lo sa, si vada, per cortesia, a rileggere la Costituzione Italiana.

E adesso passiamo a confutare quanto scritto dal capogruppo Gerardo Cataldo.

2016-02-07 - Copia (2)Ah, ma allora è un vizio!!! Mi scusi signor Cataldo, ma lei lo ha letto l’incipit al mio post oppure no? Proprio perché immaginavo una reazione del genere, l’ho anticipata scrivendo chiaramente:

Scrivo qui, sul mio diario personale per scindere il mio pensiero personale dal mio impegno come direttore responsabile di SanPotitoNews la cui linea editoriale è stata sempre decisa collegialmente, ed è giusto che continui ad essere così.

Possibile che ci sia bisogno di un traduttore simultaneo per scongiurare il diffuso analfabetismo funzionale? Mi auguro che non sia questo il caso, e non voglio ripetermi.
Procedendo…
2016-02-07 - CopiaLe faccio mestamente notare, caro signor Cataldo che io non sono responsabile delle azioni di persone altre da me. E le chiedo, per rigore di logica, prima di sparare nel mucchio si assuma la responsabilità di quello che sostiene, facendo nome e cognome delle persone che starebbero compiendo questo atto di sciacallaggio ai danni della scuola di San Potito, perché io non ne so nulla. Oppure vogliamo continuare sulla strada delle lettere ANONIME???
In calce voglio darvi un consiglio fraterno. Se non siete in grado di sostenere le critiche e il dissenso, se non siete in grado di sostenere l’esposizione mediatica che il vostro ruolo comporta, fate un passo indietro: ritiratevi a vita privata.
Post originale: http://www.tisbe.it/2016/02/06/la-politica-e-al-servizio-del-cittadino-e-non-il-contrario/#ixzz3zZ19lq9U

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