Talento e disciplina

Fino a poco tempo fa, prima che una valanga di sofferenza mi soffocasse, mi sono sempre rammaricata di non aver alcun talento che mi permettesse di avere una vita più semplice ed agiata e mi evitasse la quotidiana lotta per la sopravvivenza.

Avrei voluto tanto essere un’artista. Non importa in quale ambito. Avrei voluto saper dipingere bene, oppure avere una voce straodinaria, oppure saper disegnare fumetti con grande spontaneità e ho vissuto questa mancanza come una vera e propria maledizione.

Ho sempre amato immergermi in questo mondo che considero superiore a quello scientifico, è l’universo della poiesi, non della scoperta… Ecco, è il mio unico peccato di gerarchizzazione.

Poi è successo qualcosa dentro di me e mi sono resa conto che ho degli innegabili talenti ma che ho un difetto che li ha paralizzati.

Io non sono capace di disciplina!

Sono rapida, ho una mente che sa cogliere l’insieme e il particolare contemporaneamente, qualità assai rara, ma non ho costanza. Mi stanco presto di molte cose, perseguo costantemente la necessità che tutto abbia un senso e spesso mi è difficile trovarlo. Mi perdo nei rivoli di percorsi improbabili in cui incessantemente mi conduce il mio pensiero.

Non so se si possa cambiare, in fondo alla disciplina bisogna essere abituati fin dall’infanzia e poi c’è il patrimonio genetico che lascia ben poche speranze…

Un po’ di disciplina, però, me la sono dovuta imporre per questioni di salute ma alla favola del genio e sregolatezza non credo più.

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