Fai buon uso di questo tempo

Non è gradevole stare in ospedale. Non si dorme la notte perché c’è sempre movimento ed agitazione e poi ci sono le luci accese, anche se soft. Impossibile rilassarsi in presenza di tanti stimoli… E non vedi l’ora di tornare a casa!

Ma c’è qualcosa che ti mancherà, qualcosa che non potrai portarti dietro e dalla quale hai sviluppato una sorta di dipendenza: il campanello!

Sì, perché il campanello rappresenta l’ancora di salvezza, la speranza che esista qualcuno in grado di aiutarti e di mantenerti in vita. Ogni volta che lo suoni sai che arriverà qualcheduno, e sai che in base alla gravità della situazione ci sarà un infermiere o un medico, o anche più di uno (e qua dovresti cominciare a preoccuparti). E nel medico riponi la più assoluta speranza, una fede cieca che ti porta a credere che possa essere capace di risolvere qualsiasi dilemma. Ti aggrappi a lui come ad una religione e il solo vederlo ti mette in un condizione di quiete. Eppure razionalmente sai che il medico non è né infallibile, né onnisciente.

Per questo sviluppi un legame di dipendanza con il campanello.

Poi torni a casa, ed ogni sintomo diventa insostenibile, ti manca maledettamente quel fottuto dispositivo acustico azionato elettricamente.

E poi te la ritrovi vicino, sì a fianco a te… Ma chi, direte voi cari lettori. Chi se non la morte. Eccola è proprio come nell’immaginario, tutta nera, col cappuccio senza volto e con un falcione tirato a lucido.

Si sdraia a fianco a te mentre dormi e tu ne avverti la presenza, ti alzi e lei si sveglia con te e ti segue ovunque, persino in bagno e vedi la sua immagine riflessa a fianco della tua. Fai colazione ed è là a controllarti.

E allora le chiedi: “Perché sei qui, cosa vuoi da me?”. E lei risponde: “Niente, voglio solo ricordarti che ci sono”. Ma questo io lo so bene… “Hai paura di me”, mi chiede. “No, solamente mi incuriosisci, perchè hai scelto me?

“Non illuderti, non sei speciale, io sto con tutti, dovresti saperlo”. “E allora perché io ti vedo e ti sento'”.

“Finchè mi vedrai, finchè mi sentirai vuol dire che sei ancora viva. Fai buon uso di questo tempo”.

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