Talento e disciplina

Fino a poco tempo fa, prima che una valanga di sofferenza mi soffocasse, mi sono sempre rammaricata di non aver alcun talento che mi permettesse di avere una vita più semplice ed agiata e mi evitasse la quotidiana lotta per la sopravvivenza.

Avrei voluto tanto essere un’artista. Non importa in quale ambito. Avrei voluto saper dipingere bene, oppure avere una voce straodinaria, oppure saper disegnare fumetti con grande spontaneità e ho vissuto questa mancanza come una vera e propria maledizione.

Ho sempre amato immergermi in questo mondo che considero superiore a quello scientifico, è l’universo della poiesi, non della scoperta… Ecco, è il mio unico peccato di gerarchizzazione.

Poi è successo qualcosa dentro di me e mi sono resa conto che ho degli innegabili talenti ma che ho un difetto che li ha paralizzati.

Io non sono capace di disciplina!

Sono rapida, ho una mente che sa cogliere l’insieme e il particolare contemporaneamente, qualità assai rara, ma non ho costanza. Mi stanco presto di molte cose, perseguo costantemente la necessità che tutto abbia un senso e spesso mi è difficile trovarlo. Mi perdo nei rivoli di percorsi improbabili in cui incessantemente mi conduce il mio pensiero.

Non so se si possa cambiare, in fondo alla disciplina bisogna essere abituati fin dall’infanzia e poi c’è il patrimonio genetico che lascia ben poche speranze…

Un po’ di disciplina, però, me la sono dovuta imporre per questioni di salute ma alla favola del genio e sregolatezza non credo più.

2 commenti su “Talento e disciplina

  1. attilio

    Cara Tisbe probabilmente non é la mancanza di talento ma il sistema di * (non mi piace dire brutte parole e meno in un luogo altrui per cui evito, anche se sarebbe proprio opportuno) in cui viviamo. Parlando di arte, ad esempio di pittori, ce ne sono stati tanti tantissimi che avevano talento ed attuavano con disciplina realizzando in vita centinaia e centinaia di opere eppure sopravvivevano a stento. Un nome per tutti Van Gogh i cui quadri oggi sono quotati decine e centinaia di milioni. E come lui tanti altri. Sai bene che la lista é sterminata. E allora? La risposta non puo’ che essere colpa del sistema. Guardando il mondo nel suo complesso a fronte di una quantita’ di cibo che si butta in occidente ossia nei paesi ricchi la stragrande maggioranza della popolazione mondiale ha problemi per mangiare e sopravvivere. Lo dicono le statistiche. A fronte del miliardo di persone che vivono nei paesi ricchi e che mangiano a sbafo i restanti 6,5 miliardi stenta. In realtá molti di quelli che vivono nei paesi ricchi stentano lo stesso. La veritá é che alla fine tutta la ricchezza del nostro mondo finisce nelle mani dell 1% della popolazione (e forse meno). Con un sistema cosi iniquo é difficile emergere.

    1. Tisbe Autore del post

      Caro Attilio, è consolante la tua visione del mondo, perché silenziosamente rende giustizia ai tanti “vinti” che hanno dato davvero tanto all’umanità senza ricevere nulla in cambio, anzi, solo sofferenze. Grazie per le tue parole.

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